Nuovi e vivi orizzonti

Esperienze formative a Montecassino ed Amalfi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Chieti, 2 luglio 2018 - Sulla costa tirrenica l’esperienza formativa itinerante organizzata quest’anno dall'ufficio catechistico della diocesi Chieti Vasto. Catechisti in viaggio con don Gilberto Ruzzi e suor Lucia Rugolotto, in movimento dunque per vivere insieme una tappa fondamentale del proprio percorso formativo. Due giorni intensi e ricchi di profonda spiritualità alla ricerca di messaggi ed indirizzi nuovi di due figure maestose del nostro cristianesimo: San Benedetto e Sant’Andrea. Da ogni parte del territorio diocesano speciali viaggiatori dunque, dall’entroterra alla costa, dal vastese al teatino, un gran bel movimento parrocchiale per le vie della fede, con don Fabio Iarlori a guidarne le fila. Una sorta di viaggio indietro nel tempo; un viaggio fra terra, mare e cielo per recuperare ogni possibile traccia di una santità forse perduta, ma incredibilmente utile e necessaria ad interpretare questa nuova società, questo nuovo mondo in disagio.

Un mondo chiamato Europa che si scompone e ricompone, fra fenomeni vari che si succedono uno dopo l’altro senza soluzione di continuità per uno smarrimento diffuso in ogni ordine di grandezza. Un mondo che adesso ha davvero bisogno di cardini forti per poter muovere in sicurezza e vivere la propria vicenda di salvezza. A Montecassino dunque per riscoprire le origini di una spiritualità nuova, quella del primo monachesimo europeo. Un nuovo modello quello introdotto da San Benedetto, un monachesimo contagioso per un mondo in rovina che si sviluppa in lungo ed in largo in ogni luogo a rappresentare riferimento indissolubile di una fede che vuole rigenerarsi nonostante le cadute ed i fallimenti. Tante distruzioni, disfacimenti d’ogni sorta lungo la storia finanche bombardamenti, ma altrettanti rinnovamenti, ricostruzioni e rinascite. Montecassino, baluardo di una fede indistruttibile, di una speranza viva e presente, perno saldo per gli speciali viaggiatori. Base per poter proiettare ogni ricerca ed approfondimento nelle acque pescose del racconto evangelico. Una santità da riscoprire e vivere in obbedienza alla propria coscienza. Utile catechesi quella di don Gilberto, utili ragionamenti per ripartire da Montecassino rinvigoriti dalla certezza di una santità per tutti, una santità possibile con vigilanza e discernimento. In viaggio dunque per raggiungere il golfo di Napoli e la straordinaria accoglienza delle Piccole Ancelle di Cristo Re. Riflessioni e meditazioni che riprendono e si sviluppano intrecciandosi tra canti e preghiere nelle beatitudini di Matteo.

Gioia e coraggio allora per ripartire e riscoprire la ricchezza di un’esperienza unica ed esclusiva; la propria vita, la propria esperienza, l’esperienza di una santità nell’esempio di grandi Apostoli. Dalla costa tirrenica emerge dunque la figura del grande e forte apostolo Sant’Andrea. Un’esperienza fra i discepoli, una missione fra gli apostoli, un viaggio fra le terre d’oriente e d’occidente, fra il mediterraneo e le lande del nord per unire i popoli ad un’Europa convertita. Un martirio, un messaggio, un prodigio che oggi rivive nell’antica cattedrale di Amalfi. Dalle meraviglie delle acque e della costa amalfitana al prodigio della Sacra Manna di sant’Andrea; viaggiatori diocesani, testimoni privilegiati di un grande e profondo messaggio. Visita alle reliquie del santo e celebrazione eucaristica in cattedrale dunque, per chiudere l’incredibile esperienza formativa itinerante in un passato che rigenera. Letture fin troppo chiare per non raccogliere lo straordinario messaggio evangelico. Il male è più grande di noi. Non ci sono parole di fronte al dolore; bisogna dunque andare aldilà della sofferenza, senza giudizio e senza tentare risposte, cercare silenziosi ed in punta di piedi. Gesù chiama a seguirlo non nei miracoli, nei cosiddetti punti d’arrivo, ma in un movimento chiaro e deciso che guarda in avanti. Come le due grandi storie di santità insegnano, il dolore non è la fine ma un’opportunità per far rifiorire vita. Ogni dolore da vivere dunque, quale occasione rigenerante; ogni sofferenza quale opportunità per aprirsi a nuovi e vivi orizzonti. Nando Marinucci

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