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Nuove costruzioni nell'area commerciale, le associazioni diffidano il Comune di Chieti che replica: "No a provvedimenti illegittimi"

Le associazioni ambientaliste e di categoria si sono espressi sulla realizzazione del terzo intervento edilizio previsto nell'area di Megalò

Le associazioni ambientaliste e di categoria diffidano il Comune di Chieti sulla realizzazione del terzo intervento edilizio in progetto della società Akka nell'area antistante il centro commerciale Megalò.

Wwf, Confcommercio, Confesercenti e Cna chiedono all'amministrazione Ferrara di non firmare le convenzioni illegittime".

"L'area in questione - dicono le associazioni - ha subito anni fa pesanti trasformazioni a causa di un massiccio riporto di terra: la ditta Akka deve per questo provvedere al ripristino dei luoghi, senza il quale l'area stessa risulta inibita a qualsiasi attività di trasformazione o edificatoria. A oggi non risulta che i lavori siano stati eseguiti e senza tale ripristino ogni eventuale convenzione urbanistica sarebbe palesemente illegittima".

La diffida, dunque, si riferisce "alla firma di qualsiasi convenzione urbanistica relativa al progetto Akka e a eventuali altri progetti della medesima area".

Questa la risposta immediata dell'amministrazione comunale teatina. "Il Comune è un'istituzione e, in quanto tale non consentirà provvedimenti illegittimi - dicono il sindaco Diego Ferrara, il presidente del consiglio comunale Luigi Febo e l'assessore al commercio Manuel Pantalone - non serve una diffida al Comune su una questione per cui ci preme di ricordare che le scelte operate fin qui non sono in capo a questa amministrazione. Come istituzione e amministratori che governano applicando la legge, mai consentiremo che si producano atti illegittimi, o scelte capaci di esporre l'ente e il territorio a rischi di alcun genere. Un concetto più volte ribadito anche alle associazioni, durante gli incontri avuti da ottobre a oggi: sulla vicenda non faremo cose che non possono essere concepite per legge. Né è possibile che la struttura comunale emetta atti non conformi alle normative vigenti, tant'è che non ci risulta sia stata presa alcuna iniziativa da parte amministrativa, né potrebbe esserlo, all'insaputa dell'amministrazione".

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