Sabato, 13 Luglio 2024
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Nelle scuole della provincia di Chieti solo 5 posti in più per i collaboratori scolastici, Flc Cgil: "Insufficienti"

Il sindacato Flc Cgil ritiene che siano "interventi decisamente insufficienti rispetto alle esigenze"

«Dopo le reiterate richieste da parte della Flc Cgil Chieti all'Usr (ufficio scolastico regionale) di dar seguito alle emergenze riscontrate dalle scuole in merito al numero troppo esiguo di collaboratori scolastici e di assistenti amministrativi, era sembrato che l'Usr Abruzzo avesse intenzione di rispondere positivamente e incrementare l'organico Ata. Invece il primo dicembre l'ufficio scolastico regionale ha deciso di dare alle scuole solo qualche posto in più di collaboratore scolastico».
È quanto si legge in una nota del sindacato Flc Cgil. 

Così proseguono dall'organizzazione sindacale: «Eppure nella premessa del documento di autorizzazione si ricorda che "le richieste di organico aggiuntivo pervenute dagli ambiti territoriali siano giustificate dalla necessità di garantire le necessarie condizioni di sicurezza e di incolumità degli alunni, di rispondere alle esigenze connesse alla presenza di alunni disabili nonché di assicurare il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche interessate, tenendo  conto delle specifiche situazioni di disagio legate a specifiche situazioni locali. Tuttavia l'Usr dispone che per assicurare la regolare erogazione del servizio scolastico, per l'anno scolastico 2022/2023, basta attivare 11,5 posti di collaboratori scolastici in più».

Questa la ripartizione dei posti per provincia: Chieti 5, L’Aquila 1,5, Pescara 3, Teramo 2, totale 11,5.  «RIconoscere l'emergenza è già un passo avanti», segnala però l'Flc Cgil, «ma dare 5 posti per le 57 scuole della provincia di Chieti è poca cosa rispetto alle reiterate richieste dei Ds (dirigenti scolastici, ndr). Nulla rispetto al cosiddetto organico Covid degli scorsi anni. Avevamo sperato che le circostanziate argomentazioni  dei dirigenti scolastici avrebbero comportato un incremento significativo dei collaboratori scolastici e del restante personale Ata. Non è così. Questi numeri non serviranno a intervenire sui diversi problemi sollevati. Cinque soli posti in più per la provincia di Chieti  sono davvero troppo poco! Proseguono, infatti, le denunce di collaboratori scolastici costretti a turni oltre l'orario d'obbligo che, in alcuni casi arrivano a 50 ore settimanali; ad orari spezzati e disarticolati; a una vigilanza non adeguata a quanto necessario, perché impegnati in altre mansioni.  Insomma si scaricano su questi lavoratori i problemi delle carenze di organico. Non va dimenticato che se diminuisce il numero di alunni, non si riducono gli spazi da vigilare e da pulire. Sono quasi 400 i plessi dove si eroga il servizio scolastico pubblico in provincia di Chieti. In molti di essi il collaboratore scolastico si trova solo, con l'impossibilità di essere sostituito e con l'obbligo di fare lo straordinario. Sono molte le scuole dove si chiede ai docenti di accompagnare i bambini e le bambine al bagno, lasciando scoperte le classi. Ci saremmo aspettati una maggiore attenzione al problema che sta assumendo proporzioni preoccupanti. Insistiamo nel richiedere un intervento significativo in modo da consentire alle scuole di organizzare orari e offerta formativa evitando forzature che mettono in discussione le stesse norme contrattuali, insieme all'efficacia del servizio scolastico».

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