Allo chef Niko Romito il premio dedicato a Gianni Masciarelli

Lo chef è stato scelto per la decima edizione del riconoscimento “Oltre...La vite”, istituito dal Comune di San Martino sulla Marrucina

Dopo Joe Bastianich, premiato qualche settimana fa a San Martino sulla Marrucina per la nona edizione del premio “Gianni Masciarelli Oltre...La vite”, per la decima il riconoscimento è andato allo chef Niko Romito. Il premio viene assegnato ogni anno a personalità che si sono distinte nella promozione del territorio e dell’enogastronomia nazionale. La cerimonia è in programma sabato 27 ottobre, alle ore 11, in piazza Gianni Masciarelli, a San Martino sulla Marrucina. 

Si tratta di un riconoscimento dedicato al ricordo di Gianni Masciarelli, su iniziativa del Comune di San Martino Sulla Marrucina, luogo di nascita e centro propulsore della sua attività di valorizzazione della viticoltura abruzzese. “Oltre...La vite” si ispira infatti ai valori di autenticità, qualità senza compromessi e determinazione che hanno guidato la vita e l'attività di Gianni Masciarelli.

Tanti i volti noti che hanno ricevuto il Premio nel corso degli anni: oltre a Bastianich, Gad Lerner, Bruno Vespa, Oliviero Toscani, Francesco Moser, Mimmo Locasciulli, Don Ciotti, Oscar Farinetti, Sandro Boscaini.

Niko Romito, cuoco autodidatta, profondamente legato al suo Abruzzo, dal 2000 gestisce con la sorella Cristiana il ristorante Reale e in soli 7 anni conquista 3 stelle Michelin. Nel 2011 ha trasferito il Reale a “Casadonna”, ex monastero del ’500 a Castel di Sangro. Attraverso una ricerca incessante e con uno spiccato approccio imprenditoriale, Romito percorre la strada dell’essenzialità, dell’equilibrio e del gusto. Con il suo linguaggio gastronomico incisivo e personale, Romito contribuisce alla promozione dell’eccellenza culinaria italiana in tutto il mondo.

Il premio, realizzato dall'orafo Enzo Torrieri di Guardiagrele, consiste nella riproduzione di un tralcio di vecchia vite proveniente dalle vigne Masciarelli, montato su pietra bianca della Majella lavorata dallo scalpellino Riccardo Di Ienno, su cui sono montati grappoli e foglie di vite d'oro. Ai piedi del tralcio, un piccolo Panama, cappello che Gianni Masciarelli indossava per ripararsi dal sole quando frequentava le sue vigne.

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