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Nanosensori: importante ricerca nei laboratori dell'università d'Annunzio

Progetto da 3 milioni di euro all'Itab finalizzato allo sviluppo di nanotecnologie per realizzare sensori innovativi utilizzabili nel campo delle neuroscienze cliniche e di base

Nei laboratori della “d’Annunzio” una importante ricerca su nanosensori da utilizzare nel campo delle neuroscienze cliniche e di base. Saranno sviluppate nelle strutture del Centro ITAB (Istituto di Tecnologie Avanzate Biomediche) e del Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche dell’università “d’Annunzio” le attività legate al Progetto OXiNEMS. 

A dirigerle nelle strutture del Campus universitario di Chieti sarà la professoressa Stefania Della Penna, docente di fisica applicata, esperta di strumentazione e metodi di analisi MEG nonché responsabile locale del gruppo di ricerca “Ud’A” coinvolto nel progetto. Il finanziamento di 3 milioni di euro è stato garantito ella Commissione Europea e consentirà di procedere nei prossimi quattro anni all’assunzione di ricercatori post-dottorato e di studenti di dottorato. 

Il progetto è coordinato dal dottor Luca Pellegrino dell’Istituto SPIN del CNR di Genova e coinvolge l’università degli Studi “G. d’Annunzio”, la Chalmers University of Technology (Svezia), l’università di Amburgo (Germania) e le aziende META Group (Italia) e Quantified Air B.V (Olanda). 

“Il progetto svilupperà una nuova classe di sensori elettromeccanici “ultrasensibili” per misurare campi magnetici debolissimi, come quelli generati dall’attività cerebrale umana. I sensori OXiNEMS saranno basati su materiali (ossidi diversi in un’unica struttura monolitica -OXi) che consentono di arricchire lo spettro delle applicazioni in diverse aree tecnologiche, e avranno dimensioni su scala nanometrica (NanoElectroMechanical Sensors-NEMS) che permette di ottenere un’elevata sensibilità - spiega il coordinatore Luca Pellegrino - I dispositivi OXiNEMS saranno robusti ai campi magnetici applicati, consentendo lo sviluppo di nuovi approcci per lo studio dell’attività cerebrale”.

“Grazie ai dispositivi OXiNEMS, - dice la professoressa Stefania Della Penna - sarà possibile un’effettiva integrazione della Magnetoencefalografia (MEG) con altre tecniche di imaging come la risonanza magnetica a campi ultra-bassi, ma soprattutto con altre tecniche tradizionalmente non compatibili con la MEG come la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), dando così origine a una nuova generazione di sistemi in grado di registrare l’attività, la connettività ed il ruolo causale delle regioni cerebrali con alte risoluzioni spaziale e temporale e di avere, di conseguenza, un grande impatto nel campo delle neuroscienze cliniche e di base”. 
 

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