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Musei, delusione a Chieti: Villa Frigerj e La Civitella sono ancora chiusi

Non riapriranno da subito, come disposto per altre strutture regionali, e l'amarezza dei cittadini è tanta

“Problemi tecnici” in via di risoluzione, così la direzione regionale dei musei giustifica i ritardi legati alla riapertura dei due musei archeologici di Chieti, Villa Frigerj e La Civitella. Un appuntamento rimandato a data da destinarsi.

“Dal primo maggio riaprono i musei dell’Abruzzo. Segnale di ripartenza per l’intera regione” l’annuncio. Il calendario delle riaperture, con il passaggio in zona gialla dell’Abruzzo, è il seguente: sabato 1 maggio toccherà subito al museo archeologico nazionale di Campli tornare ad accogliere visitatori, il 4 maggio sarà la volta della casa natale di d’Annunzio a Pescara e, il giorno seguente, del castello Piccolomini di Celano. Aperture, c’è da specificare, a singhiozzo in questa prima fase e, nei fine settimana, soltanto su prenotazione.

L’iniziativa “fa seguito all’impegno dell’amministrazione e dei direttori dei siti per garantire sia il personale sia i visitatori nel rispetto dei protocolli di sicurezza” sottolineano dalla direzione regionale.

E ancora: "Una ripartenza per gradi e in estrema sicurezza che sarà seguita dalla prossima apertura delle altre sedi della direzione regionale musei Abruzzo”.

Ma per i due musei teatini, purtroppo, non c’è ancora un'ipotesi di data e questo ha scatenato, almeno sui social, l’amarezza e l’indignazione di diversi cittadini, molti dei quali impegnati nella vita culturale. Eppure ci sono state svariate settimane di tempo per non arrivare impreparati alla tanto attesa zona gialla, che la nostra regione dovrà confermare volta per volta: il timore, visti i precedenti, è che Villa Frigerj e La Civitella restino chiusi ancora a lungo.

A febbraio, quando erano state di nuovo consentite le riaperture, per un breve tempo, prima che ripiombassero le misure più restrittive, Villa Frigerj dovette chiudere dopo neanche dieci giorni per via di un caso di positività al Covid-19. Più triste il destino della Civitella che non riuscì proprio ad aprire le sue porte, per via dei "lavori urgenti di manutenzione".
 

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