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Martedì, 24 Maggio 2022
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Arriva la multa perché over 50 e non vaccinata, ma la sorella è morta 12 anni fa

Dispiacere e incredulità per una famiglia di Chieti che si è vista recapitare dall’Agenzia delle entrate e dal Ministero della salute una comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio per non aver adempiuto all’obbligo vaccinale. Ma Monica è morta a 43 anni

La macchina statale è partita in questi giorni con le sanzioni verso chi non ha adempiuto all’obbligo vaccinale, ma per la famiglia di Monica Morabito quella lettera inoltrata dall’Agenzia delle entrate e dal Ministero della salute non è soltanto una multa che i suoi cari rischiano di dover pagare, se non si attivano in fretta, ma una ferita profonda e dolorosa che si riapre.

La comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio per non aver adempiuto all’obbligo vaccinale contro il Covid-19 è arrivata venerdì scorso in quanto Monica Morabito, nata nel 1967 a Chieti, alla data del 1° febbraio 2022 risultava non aver ancora iniziato il ciclo vaccinale primario. Dunque l’avviso di un addebito di 100 euro, se entro dieci giorni dal ricevimento di tale missiva non verranno comunicati alla Asl di Chieti apposita attestazione che giustifichi il differimento o l’esenzione vaccinale. Ma Monica è deceduta 12 anni fa, a soli 43 anni, per una grave malattia. Oggi avrebbe avuto 55 anni e molto probabilmente si sarebbe già sottoposta al vaccino, come ha fatto il resto della sua famiglia.

Che invece si sente beffata. 

A raccontarlo a ChietiToday è la sorella Paola. “Mi sono venuti i brividi - si sfoga –  davvero non riesco a trovare le parole per commentare quanto accaduto. Mia sorella è morta giovane per una malattia mal curata. Non riesco a comprendere come possa essere accaduto, se ci sia stato un errore nelle pratiche o se la Asl fornisca nominativi a caso. Nel frattempo stiamo cercando di capire cosa fare per risolvere questa situazione che ci lascia davvero sconvolti”.

Dispiacere, rabbia e  incredulità oggi per la famiglia di Monica, che viveva nel quartiere Filippone, dove è arrivata puntuale la comunicazione. “Il Ministero della salute non si è ricordato di lei quando stava male. Io, oggi, pagherei volentieri questa multa se mia sorella fosse ancora qui”. E invece adesso Paola e la sua famiglia dovranno anche preoccuparsi di capire come rispondere a questa assurda richiesta e nei tempi previsti, ovvero dieci giorni dalla ricezione della comunicazione firmata Ministero-Agenzia delle entrate.

Situazioni imbarazzanti e dolorose che negli ultimi giorni si stanno verificando anche in altre parti d’Italia. “Situazioni che non dovrebbero mai accadere” conclude la famiglia Morabito.
 

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