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Roccamontepiano e Chieti in lutto per la scomparsa del professor Subranni

Appassionato storico, aveva insegnato materie umanistiche nelle scuole medie teatine. Aveva contratto il Covid e da una settimana era ricoverato in Rianimazione

Roccamontepiano in lutto per la scomparsa a 76 anni del professor Aurelio Subranni, docente di materie umanistiche nelle scuole medie di Chieti, molto conosciuto non solo nel suo paese d'origine. Aveva contratto il Covid e da circa una settimana era ricoverato in Rianimazione.

Era "la memoria storica di Roccamontepiano", come lo ha definito il sindaco Adamo Carulli. 

Il professore era nato nel dicembre 1944 in contrada Terranova di Roccamontepiano. Oltre all'insegnamento che lo ha impegnato per 40 anni, era un grande appassionato di storia, soprattutto quella dell'Abruzzo, ed è stato impegnato in numerosissime ricerche storiche su Roccamontepiano.

Con il suo paese natale, a cui è rimasto profondamente legato e presente costantemente nonostante abitasse a Chieti ha pubblicato due volumi sulla storia del paese ed un terzo, già ultimato, era in procinto di essere stampato in attesa della fine della pandemia.

Sempre attento alla ricerca storica, ha donato tutti i suoi studi alla comunità in maniera generosa, senza accettare mai compensi o riconoscimenti.

La sua personale soddisfazione risiedeva nel vedere pubblicate le sue opere, frutto di accurate ricerche che hanno consentito negli anni di rimettere insieme tutte le vicissitudini storiche del territorio, ma soprattutto di Rocca che, a causa della frana del 1765, aveva visto scomparire non solo l’intero paese e un quarto della popolazione ma anche gli archivi e la documentazione storia.

Grazie alla ricerca di Subranni, sono state allestite mostre storiche sul Secondo conflitto mondiale, ricostruendo la storia personale di tutti i caduti e i protagonisti di quelle tragedie.

Non vi erano incontri sul brigantaggio, sul feudalesimo, sulla frana del paese in cui lui non fosse chiamato per relazionare e portare documenti attestanti le considerazioni che sintetizzava ala platea.

Tra le sue opere figurano “Roccamontepiano dal Settecento all’Ottocento”, “La controversia infinita” e "Le radici del futuro”. 

Umile per quanto dedito, lui stesso diceva che per asserire qualcosa bisognava avere la documentazione attestante ciò che si dichiarava.

Non si definiva uno storico, ma un “curioso delle vicende storiche”.

Roccamontepiano come la scuola gli deve molto.

Lascia la moglie Maria, la figlia valentina, il genero Patrik e la nipotina Elena, a cui si stanno stringendo in queste ore i tanti concittadini e le persone che lo hanno conosciuto nel suo impegno di insegnante e di storico.

La tumulazione avverrà nel cimitero di Roccamontepiano con la benedizione del feretro da parte di padre Giulio Capetola e padre Boban e il saluto del Sindaco Adamo Carulli.

Si associano ai messaggi di cordoglio il commissario alla ricostruzione post terremoto centro-Italia Giovanni Legnini, il professor Leandro D’Alessandro preside emerito della facoltà di Scienze naturali dell'università d'Annunzio e il parroco di Terranova Padre Schino.

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