Martedì, 21 Settembre 2021
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Morti sul lavoro, Abruzzo in 'zona rossa': 25 vittime da inizio anno

A diffondere i dati l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering. In provincia di Chieti i casi di morte sul lavoro dall’inizio dell’anno fino al 31 luglio sono stati 6

Il rischio di morte sul lavoro in Abruzzo è alto: lo ricordano le cronache e i dati, quelli dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, che mese per mese monitora l’emergenza morti bianche arrivando al vero e proprio rischio di mortalità calcolato sulla popolazione lavorativa.

E a finire in 'zona rossa' con un’incidenza maggiore del 25% rispetto alla media nazionale c’è anche l’Abruzzo con 25 casi nei primi sette mesi del 2021, unitamente a Puglia, Campania, Basilicata, Umbria, Molise e Trentino Alto Adige.

In provincia di Chieti i casi di morte sul lavoro dall’inizio dell’anno fino al 31 luglio sono stati 6, su 136.121 occupati, con un indice di incidenza del 44%. Il primato è in provincia di Pescara, con 9 morti sul lavoro da inizio anno; dopo Chieti ci sono L’Aquila (5) e Teramo (5).

“La media della mortalità sul lavoro in Italia è drammatica – afferma Mauro Rossato, presidente dell’osservatorio Vega -  perché parla di circa 100 vittime al mese. Sono infatti 677 i lavoratori che hanno perso la vita da gennaio a luglio del 2021. Il decremento del numero dei decessi rispetto allo scorso anno (- 5,4%) potrebbe sembrare un dato positivo, ma in realtà è molto influenzato dall’andamento della pandemia Covid-19 e dal rilevamento statistico degli infortuni mortali per Covid-19. Il numero di 677 morti sul lavoro nei primi sette mesi è comunque superiore ai dati del 2019 e del 2018, ultimi anni pre pandemia”.

Da gennaio a luglio del 2021 sono state 677 le vittime sul lavoro registrate in Italia (il primato in Campania con 63) di queste, sono 543 quelle rilevate in occasione di lavoro, mentre 134 sono quelle decedute a causa di un incidente in itinere. Rispetto a fine giugno 2021, ci sono 139 vittime in più nel mese di luglio. Ancora il settore delle costruzioni quello che conta il maggior numero di lavoratori deceduti (64 dall’inizio dell’anno, 13 in più rispetto a giugno). Seguono: attività manifatturiere (54), trasporto e magazzinaggio (51 vittime da inizio anno), commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli (34), amministrazione pubblica e Difesa (17), sanità e assistenza sociale (15).

La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 45 e i 64 anni (387 su un totale di 543).  

Il lunedì continua ad essere il giorno in cui si è verificato il maggior numero di infortuni nei primi sette mesi dell’anno.
 

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