Domenica, 21 Luglio 2024
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Mimmo D’Alessio riconfermato vicepresidente vicario dell’Accademia italiana della cucina

Per un secondo triennio, l'attuale delegato onorario della delegazione teatina sarà il numero due dell’istituzione culturale della Repubblica

Mimmo D’Alessio è stato riconfermato per un secondo triennio vicepresidente vicario dell’Accademia italiana della cucina.

Accademico di Chieti, già delegato della delegazione teatina, oggi delegato onorario, e fino a qualche anno fa coordinatore territoriale Abruzzo; accanto a Mimmo D’Alessio siederanno in presidenza il secondo vicepresidente Maurizio Fazzari della delegazione di Londra, il segretario generale Roberto Ariani di Firenze, i segretari Ugo Serra di Enna e Renzo Rizzi di Vicenza, i componenti Marinella Curre Caporuscio della Spezia, Elisabetta Cocito di Torino, che è anche segretaria del Centro Studi «Franco Marenghi», Dino Betti van Der Noot e Alessandro Di Giovanni di Roma.

L’Accademia italiana della cucina ha lo scopo di tutelare le tradizioni della cucina italiana, di cui promuove e favorisce il miglioramento in Italia e all’estero.

«In un panorama culturale – ha spiegato il vicepresidente D’Alessio – in cui il cibo è diventato sempre più centrale nell’interesse anche popolare, il lavoro dell’Accademia è quanto mai prezioso e utile per la vera tutela e la significativa valorizzazione del patrimonio gastronomico della Penisola. Come accademici ci occupiamo dell’organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e delle attività di interesse generale; di studiare i problemi della gastronomia e della tavola italiana, formulare proposte, dare pareri in materia su richiesta di pubblici uffici, di enti, di associazioni e di istituzioni pubbliche e private, ed operare affinché siano promosse iniziative idonee a favorire la migliore conoscenza dei valori tradizionali della cucina italiana; di promuovere e favorire tutte quelle iniziative che, dirette alla ricerca storica e alla sua divulgazione, possono contribuire a valorizzare la cucina nazionale in Italia e all’estero anche come espressione di costume, di civiltà, di cultura e di scienza; di promuovere e favorire la conoscenza presso la pubblica opinione di quegli esercizi, in Italia e all’estero, che offrono una seria garanzia del rispetto e dell’osservanza della tradizionale e caratteristica cucina nazionale, regionale e locale; di istituire e conferire riconoscimenti a chi opera per il raggiungimento degli scopi istituzionali. Il tutto senza nessuna commistione commerciale: tutta la nostra attività è a disposizione di tutti gratuitamente sul nostro sito, comprese le nostre guide, e nessun associato può avere interessi diretti nella ristorazione e nelle scuole di cucina».

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