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Mensa scolastica, respinto il ricorso del Comune: indaga l'anticorruzione

Respinto il ricorso del Comune di Chieti contro la decisione del Tar di sospendere l’appalto per la refezione scolastica

È stato respinto il ricorso del Comune di Chieti contro la decisione del Tar di sospendere l’appalto per la refezione scolastica e ora l'anticorruzione indaga sull'appalto. La decisione è arrivata nella tarda serata di ieri, dopo l’udienza di giovedì al Consiglio di Stato. La terza sezione (presidente Michele Corradino, relatore Solveig Cogliani) ha spento la speranza di partire con il nuovo gestore. E oggi l’amministrazione avrà un bel da fare a capire come uscire dall’impasse e garantire al più presto il servizio. Intanto, la refezione scolastica finisce sul tavolo dell’Anac.

L’Autorità nazionale anticorruzione, infatti, vuole vederci chiaro, dopo l’esposto presentato dal consigliere di Forza Chieti Maurizio Costa per denunciare presunte anomalie nelle proroghe tecniche al precedente gestore. Qualche giorno fa, agli uffici del Comune è arrivata da Roma la richiesta di controdeduzioni e approfondimenti, da inviare entro un termine massimo di 20 giorni, per avviare l’attività di vigilanza. L’obiettivo, insomma, è capire se tutti i passaggi che hanno portato all’ormai arcinoto appalto sospeso dal Tar siano stati eseguiti correttamente. La tesi, tutta da accertare, è che le proroghe contrattuali "avrebbero prolungato illegittimamente i tempi di esecuzione della prestazione originaria".

La gara, secondo quanto lamentato dal consigliere di minoranza autore della segnalazione, "avrebbe subito un ritardo di oltre un anno, tenuto conto della durata e della prospettabile regolare conclusione del precedente contratto". A dicembre 2020, il Comune ha provveduto ad avviare la procedura aperta per l’appalto di refezione scolastica relativo agli anni 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024. A inizio ottobre 2021, pochi giorni prima dell’avvio, il Tar ha imposto uno stop, accogliendo diversi ricorsi di ditte che avevano partecipato alla gara.

Ora, però, la situazione si complica ulteriormente. L’Anac chiede agli uffici competenti di fornire una relazione esplicativa-controdeduttiva, che contenga la ricostruzione cronologica del procedimento e chiarimenti sulla scelta di procedere più volte alla proroga tecnica. In più, il Comune deve inviare all’anticorruzione gli atti relativi al servizio mensa precedente al 2021, copia del contratto stipulato con il gestore precedente, eventuali atti aggiuntivi di proroga o sospensione e tutte le determine dirigenziali sul tema.

Al vaglio dell’organo di vigilanza, inoltre, passeranno anche tutti gli atti dell’appalto assegnato e poi sospeso.

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