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Il nuovo prefetto Della Cioppa ai cittadini: "Mai girarsi dall'altra parte, siete parte attiva e integrata del sistema di sicurezza"

Mario Della Cioppa prenderà servizio nella prefettura della provincia di Chieti da lunedì 5 dicembre: sostituisce l'uscente Armando Forgione

Mario Della Cioppa, nuovo prefetto della provincia di Chieti, nominato dal consiglio dei ministri lunedì scorso, prenderà ufficialmente servizio lunedì 5 dicembre.
Abruzzese d'origine, è di Pescara, tornerà nella nostra regione dopo aver ricoperto l'incarico di questore di Roma.

In Abruzzo aveva già lavorato in passato, nella questura di Pescara dove tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila aveva ricoperto diversi incarichi. Oltre a quelli, tra i vari, è stato direttore della scuola per il controllo del territorio di Pescara ma anche questore in terre particolarmente sensibili come Foggia, Catania e  Roma stessa.

Le fa piacere riavvicinarsi alla sua città d'origine Pescara?

«Sono un uomo delle istituzioni e raggiungo sempre le sedi che mi vengono affidate con grande spirito di servizio e proiettato verso quella gente e quel territorio. Ma sono anche un abruzzese, orgoglioso di esserlo. Tornare nella mia terra, Chieti o Pescara che sia, arricchito dalla esperienza di aver conosciuto e vissuto in tante altre provincie italiane, dal profondo nord al profondo sud, per chiudere nella capitale, non solo mi fa piacere ma anche mi suscita emozione benché abituato a tenerle sotto controllo».

Manca dalla nostra regione da qualche tempo dopo l'ultimo incarico nella questura di Pescara. Che Abruzzo pensa di ritrovare?

«Come già ho avuto modo di dire, pur non operando in Abruzzo, Pescara è e continua a essere la città ove risiedo. Ho sempre seguito, dovunque mi trovassi, le vicende della mia regione. Noi abruzzesi siamo fatti un po così, molto "proiettati" verso la nostra terra. L'essere stato questore di Ascoli Piceno, prima, di Foggia, poi, mi hanno consentito anche di avere sempre uno sguardo vigile sul territorio. E tutte le esperienze avute in questi lunghi anni mi consentono di poter avere un termine comparativo importante da cui traggo che l'Abruzzo è una terra di straordinaria bellezza, proiettata in molteplici aspetti, ammirata da tutti, con bella gente. Ma ciò non deve indurre a sottovalutazioni pericolose di vari fenomeni. Quindi, massima attenzione sulla sicurezza e sul sociale, senza distrazione alcuna».

Si è già fatto un'idea delle emergenze/criticità della nostra provincia?

«Ho già una idea di massima che discende anche dall'essere stato questore in ben 5 realtà diverse. Sarà mia cura esplicitarla in occasione del mio insediamento ma non voglio apparire superficiale senza prima confrontarmi con chi ha la piena conoscenza del sociale e dello stato della sicurezza del territorio, come i sindaci, a iniziare dal primo cittadino di Chieti, Diego Ferrara, dal presidente della Provincia, Francesco Menna, che è anche sindaco di Vasto, ma anche dei vertici delle forze di polizia, a iniziare dal questore Francesco De Cicco, con cui mi legano molti anni di colleganza e amicizia».

La provincia di Chieti dal punto di vista criminale è principalmente terra di passaggio e di raid delle organizzazioni del sud. Su cosa si dovrà concentrare l'attenzione?

«Il mio pallino da questore è sempre stato il controllo del territorio. Chiederò alla questura e alle specialità della polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri, che per la sua capillarità sul territorio provinciale raggiunge anche località più lontane, alla guardia di finanza per l'aspetto di controllo ecomico finanziario del territorio, di realizzare un sistema sempre più efficiente e coordinato in tal senso, perché la prevenzione rappresenta il primo strumento per contrastare il crimine non soltanto quello predatorio su strada, a cui lei fa riferimento, ma anche per evitare che sacche del territorio possano sfuggire al controllo statuale e li annidarsi le forme più subdole e insidiose della criminalità di altro genere. Su questi aspetti metterò in campo tutta la mia esperienza acquisita sul campo».

Come intende proseguire l'iter di riapertura della chiesa di San Francesco al corso (chiusa dal dopo sisma 2009), sul solco tracciato dal suo predecessore? Ê tra i primi punti in agenda e come intende proseguire l'interlocuzione con Curia e Mic?

«Da una prima interlocuzione avuta con il prefetto Forgione, ho avuto una primissima contezza di alcune iniziative che, con fatica, si stanno portando avanti, e nn mi riferisco solo alla chiesa di San Francesco. Anche per esempio al recupero di immobili di altro genere perché siano restituiti alla fruibilità della cittadinanza. È chiaro che sono temi che non riguardano la diretta competenza del prefetto ma ineriscono compiti di gestione amministrativa di altri organismi ma qualsiasi azione sia utile per sollecitare e supportare quella degli enti competenti sarà posta in essere dal prefetto. D'altronde se un comitato di cittadini si rivolge al prefetto è chiaro che ripone fiducia nello Stato e in chi lo rappresenta e, quindi, non può che trovare in lui una figura istituzionale che sia servente alle legittime aspettative. Questo sarà il mio unico obiettivo. In questo senso lasciatemi però avere una interlocuzione necessaria con chi ha la diretta responsabilità dei progetti ma certamente proseguirò il lavoro finora portato avanti dal mio predecessore».

A Chieti città spesso ci sono truffe ai danni di anziani, ritiene importante svolgere attività di informazione per la tutela delle fasce deboli?

«Guardi, a tal proposito le dico che da questore di Roma, una delle priorità è stata quella di reprimere questo odioso fenomeno che sfrutta le fasce sensibili e gioca sulla fiducia delle persone, specie se anziane. Nel corso di tutti i 18 mesi, di fronte a un picco sempre più elevato di truffe, abbiamo impostato una portentosa attività formativa e informativa, grazie anche alla stampa e ai mass media in genere, per raggiungere direttamente o indirettamente, attraverso per esempio i propri familiari, le categorie più a rischio per spiegare loro di non fidarsi mai della persona sconosciuta che bussa alla porta. E poi anche attraverso un imponente attività di incontri presso circoli, luoghi di aggregazione e finanche scuole. Anzi la ringrazio perché lei ha anticipato un tema che sarà oggetto di uno dei primi cosp (comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, ndr) che terrò».

Per il ruolo che lei andrà a ricoprire sarà fondamentale il rapporto con i sindaci e la collaborazione con gli stessi. Quale messaggio vuole mandargli?

«Fondamentale. I sindaci sono fondamentali e i veri gestori del territorio. A loro il mio supporto e la massima collaborazione e già da ora dico che porterò riunioni del comitato di ordine e sicurezza pubblica anche fuori dalla prefettura di Chieti raggiungendo Vasto e Lanciano ove inviterò i sindaci di quei comprensori per rendere testimonianza fattiva della vicinanza della prefettura e del suo ruolo e per capire fin da subito cosa essa potrà fare per aiutarli a migliorare la gestione della sicurezza del proprio territorio».

E infine ai cittadini, suoi corregionali, che cosa vuol dire?

«Che la prefettura di Chieti farà la sua parte fino in fondo e che la stessa sarà istituzione servente per la collettività alla quale fornire la massima attenzione per ogni aspetto. A essa richiedo di compartecipare alla costruzione di un sistema di sicurezza in cui i cittadini stessi devono essere parte attiva e integrata attraverso l'assunzione di comportamenti responsabili e fornendo massima collaborazione senza mai girarsi dall'altra parte».

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