Nel cimitero non ci sono più loculi: il Comune affitta gli spazi del sacrario della Resistenza

Lo sdegno dell'Anpi, che denuncia come, così, non ci sia più spazio per la salma dell'ultimo partigiano Guido Grifone, che oggi ha 102 anni

La targa del Sacrario della Resistenza

Il cimitero comunale di Sant'Anna non ha più posti. E il Comune, per sopperire alla grave carenza di loculi, decide di affittare anche l'unico rimanente del Sacrario della Resistenza. 

A fare l'insolita scoperta sono stati, loro malgrado, i rappresentanti della sezione teatina dell'Anpi, che solo poche settimane fa avevano chiesto la possibilità di seppellire in quella cappella l'ultimo partigiano della Banda Palombaro ancora in vita, il centenario Guido Grifone. L'autorizzazione era arrivata qualche giorno dopo, con una delibera che ha rappresentato l'ultimo atto della giunta guidata da Umberto Di Primio.

Pochi giorni fa, però, l'amara sorpresa: quel loculo è già occupato, con una concessione di due anni, prorogabile. E non c'è posto per Grifone, che, oltre ad avere 102 anni, non è in buone condizioni di salute. 

A raccontare la vicenda è il presidente dell'Anpi Chieti, Filippo Pazienti, che ricorda come "nei mesi successivi all’inaugurazione, la sezione Anpi ha custodito con cura il Sacrario, inaugurato l’11 febbraio 2018, mantenendo chiuso il cancelletto con un lucchetto appeso a una catena. Tre mesi dopo, tramite il consigliere Enrico Raimondi, abbiamo consegnato alla segreteria comunale una mozione, in cui chiedevamo che la Cappella Taraborelli rimanesse libera dalla tumulazione di altre spoglie e che la custodia del Sacrario fosse affidata in modo permanente alla nostra sezione. Avevamo progettato di trasformarlo, arredando l’interno con immagini e documenti, in “luogo della memoria della Resistenza teatina”. Il consiglio comunale non ha mai messo la mozione all’ordine del giorno per discuterla. Perché è stata insabbiata?", si chiede. 

Così, durante la campagna elettorale, l'associazione partigiani ha presentato ai candidati sindaci un appello con sei punti da inserire nei rispettivi programmi elettorali. Uno di questi chiedeva proprio “l’uso esclusivo dell’ex Cappella Taraborelli come Sacrario dei Combattenti della Resistenza teatina”. Ma l'invito non è stato accolto da nessuno dei cinque candidati. 

Finché, qualche giorno fa, la nipote del martire Aldo Sebastiani, uno dei 7 combattenti inumati nel Sacrario, ha scoperto che nella cappella erano state appena sepolte tre salme. E, in effetti, erano spariti catena e lucchetto, il cancelletto era aperto, erano rovinati la bandiera dell'Anpi e l’opuscolo sulla storia del Sacrario, poggiato sull’altarino.

Ieri, al Sacrario c'erano alcuni parenti dei defunti impegnati a pulire il pavimento della Cappella. "Ci hanno comunicato - racconta Paziente - che il Comune ha loro concesso i loculi in affitto provvisorio, per la durata di due anni, rinnovabile. Abbiamo notato che anche l’ultimo loculo vuoto è stato occupato". Dunque non c'è spazio per la salma di Guido Grifone accanto alle spoglie dei fratelli Aldo e Alfredo.

"Il Comune è proprietario della Cappella Taraborelli - commenta - utilizzando i loculi vuoti per far fronte alla carenza di posti nel Cimitero, ha esercitato un suo diritto, ignorando, però, le richieste dell’Anpi contenute nella mozione. Esprimiamo rispetto e condoglianza per i parenti dei defunti inumati, ma sdegno per l’umiliante trattamento riservato alla nostra sezione, tenuta totalmente all’oscuro dell’operazione. Il progetto di trasformare il Sacrario nel 'luogo della memoria della Resistenza teatina' è rimandato alle calende greche. Chiederemo un incontro con il sindaco Ferrara, per esporgli i 7 punti del nostro programma, inseriti nell’ignorato appello rivolto ai candidati sindaci durante la campagna elettorale", conclude Paziente. 

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