Venerdì, 19 Luglio 2024
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Carenza idrica, la furia del sindaco Ferrara contro Aca: "Pochi disagi nelle altre città, Chieti merita rispetto"

Il primo cittadino, dopo essersi confrontato con gli omologhi delle località vicine, prende carta e penna e scrive all'Azienda acquedottistica: "La nostra città da settimane a rischio igienico-sanitario e ad alta possibilità di default degli esercizi commerciali"

Lettera aperta del sindaco di Chieti, Diego Ferrara, all'Azienda comprensoriale acquedottistica, a seguito dell'annuncio di nuove chiusure idriche in tutta la città. Neanche 10 giorni fa, l'Aca aveva avanzato rassicurazioni sulla fine delle interruzioni, grazie alla disponibilità di acqua da un secondo pozzo. Eppure, i disagi sono proseguiti senza sosta e si prevede un'estate ancora più difficile. 

Nella lettera, il primo cittadino ripercorre tutti gli annunci dell'Aca, chiedendo però rispetto nei confronti dei cittadini. 

"Ricordo ancora la conferenza di agosto dello scorso anno - esordisce Ferrara - nel corso della quale si annunciarono l'uscita, da parte della società, dalla procedura concordataria e il èiano Industriale per i successivi 5 anni. Un Piano Industriale corposo da un punto di vista economico (98.000.000 di euro) e ingegneristicamente ambizioso. Fondi attinti dal Pnrr, dal Masterplan e da risorse interne. Quasi futuristiche le progettazioni: mappatura e modellazione dell'intera rete (1.063 km); informatizzazione delle reti idriche con individuazione precoce dei punti di maggiore vulnerabilità e riduzione del 30% delle perdite; raddoppio dell'adduttrice del Giardino".

"La presidente Brandelli si augurava, ed è tuttora impegnata in questo - scrive il sindaco - di conferire 'efficienza alle infrastrutture idriche e di depurazione, perchè non c'è sviluppo sociale, economico, ecologico del territorio senza un efficiente servizio idrico e fognario'. In tutti questi mesi devo dare atto, altrimenti farei dell'inutile populismo o peggio demagogia, ai dirigenti della società e, soprattutto, alle maestranze, di un rapporto di collaborazione reciproca fatta di segnalazioni puntuali e altrettanto rapidi e incisivi interventi, ogni qualvolta ci arrivava un 'alert' dal territorio e dalla cittadinanza".

"Ma l'estate 2024 - paventa il primo cittadino di Chieti - si preannuncia come la stagione peggiore per l'approvvigionamento idrico, a causa di un autunno e, soprattutto, di un inverno siccitosi. Eccezionali condizioni meteorologiche che vanno a sommarsi alle vulnerabilità della rete che, con tanta fatica, si sta cercando di risolvere. Immagini fotografiche comparative dei pozzi di captazione, tra giugno 2023 e giugno 2024, sono drammatiche e paragonabili alle scene dei film catastrofici, ma Chieti sconta disagi che richiedono la vostra attenzione". 

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Ferrara spiega di essersi messo in contatto, nel pomeriggio di ieri (venerdì 21 giugno), con "alcuni colleghi sindaci di territori limitrofi e queste sono state le risposte alla mia domanda su quale fosse a oggi la situazione nei loro paesi: San Giovanni Teatino (chiusure programmate a giorni alterni con orari di chiusura e apertura rispettati); Francavilla al Mare (razionamento nel paese in collina con chiusure notturne e orari rispettati); Spoltore (in questi giorni regolare afflusso idrico ma fino a 10 giorni fa chiusure programmate); Pescara (apparentemente tutto regolare, il sindaco Masci non ha ricevuto segnalazioni e lamentele); Cepagatti (chiusure notturne quotidiane con orari rispettati)".

"Stanti questi riscontri e a fronte di una situazione sul nostro territorio cittadino caratterizzata invece da costanti disagi causati dal non rispetto degli orari annunciati e, dunque, dalla carenza di un flusso che non consente a famiglie e attività di convivere e di organizzarsi -- denuncia - chiedo ad Aca rispetto, come sindaco di una città da settimane a rischio igienico-sanitario e ad alta possibilità di default degli esercizi commerciali. Inviateci bollettini veritieri ove ci sia congruenza tra gli orari dichiarati e quelli realmente osservati".

"Un cittadino che deve fare una doccia dopo una giornata di lavoro o un esercizio pubblico che vive di clientela, specie d’estate, non possono più fidarsi di un avviso di interruzione dell'acqua stabilito alle 22.30 e che invece si concretizza alle 21, oppure di ripristino che al mattino invece che alle ore 6 avvengono alle 9. Io e i miei cittadini siamo perfettamente consapevoli di tutto, ma non vogliamo essere presi più in giro", tuona il sindaco.

"Com’è noto, da sempre confido nella correttezza dei rapporti istituzionali, ma la situazione attuale mi vede dalla parte dei cittadini - scrive ancora il sindaco - pronto a porre la questione nelle sedi ufficiali di confronto fra Comune e società, ma soprattutto a intraprendere, con loro, anche la strada di una class action capace di far valere ragioni semplici, il rispetto degli orari dati, qualora la situazione rimarrà invariata. L’acqua è un bene essenziale, è un diritto, oltre che un servizio per la comunità: nel 2024 non è possibile tale stato di fatto in una città capoluogo di provincia, che con tutte le sue difficoltà deve scontare anche quella di un’emergenza così sensibile, ma che va affrontata con il rispetto e la correttezza che si devono a una società civile".

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