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"Cure inadeguate per le malattie mentali": appello dell’Osservatorio Salute Mentale Abruzzo

Nella missiva, si denuncia il fatto che, in Abruzzo, le persone con una malattia mentale non sarebbero curate con un sistema in linea con le raccomandazioni Oms, Europee e nazionali

Una lettera aperta, inviata al presidente della Regione Marco Marsilio e all'assessore alla Sanità Nicoletta Verì, sul sistema di cura regionale relativo alla salute mentale. A firmarla, le associazioni e organizzazioni sindacali dell’Osservatorio Salute Mentale Abruzzo. 

Nella missiva, si denuncia il fatto che, in Abruzzo, le persone con una malattia mentale non sarebbero curate con un sistema in linea con le raccomandazioni Oms, Europee e nazionali.

"La situazione per le persone che soffrono di una malattia mentale - si legge - si va facendo sempre più insostenibile. Altrettanto insostenibile è il carico dei familiari con i Centri di Salute Mentale a ridotto orario di apertura e con difficoltà di accesso. E non solo per colpa dell’emergenza Covid-19".

In particolare, l'Osservatorio salute mentale, citando dati del centro informativo salute mentale del ministero, solleva l'attenzione "sul preoccupante aumento delle prescrizioni di psicofarmaci antipsicotici e antidepressivi, sull’altrettanto preoccupante alto numero di Trattamenti sanitari obbligatori. Una regione civile non può permettersi questa situazione. 
È urgente quindi e necessario un diverso sistema di cura che agisca su tutte quelle che sono le forme della vita sociale in generale (la famiglia, il lavoro, l’abitare, il tempo libero, la vita della comunità), che sposti le risorse dalle rette ai budget di salute finalizzati ad attuare il Piano Terapeutico Individuale (P.T.I.) per ogni persona presa in carico da un Centro di Salute Mentale. Le norme ci sono - prosegue l'osservatorio - ma perché queste norme diventino efficaci occorrono più risorse e occorre una forte attività di programmazione, valutazione e monitoraggio da parte della Regione".

Dunque, si chiede alla Regione Abruzzo "di dedicare alla salute mentale il 5% del Fondo Sanitario Regionale, usando queste risorse per implementare la rete di servizi territoriali con assistenza sanitaria integrata da quella sociale a domicilio, abitazioni solidali in piccoli gruppi supportati orientati all’autonomia, centri diurni psichiatrici pubblici, attività integrative del terzo settore. Per aumentare il numero di borse lavoro, attualmente insufficiente a garantire veri progetti di inclusione socio-relazionale-lavorativa, istituendo nel bilancio regionale un fondo dedicato. Per potenziare i centri di salute mentale, dotandoli di tutte le figure professionali (psichiatri, assistenti sociali, psicologi, infermieri ma anche tecnici della riabilitazione psichiatrica ed educatori)".

Si chiede inoltre di attivare "un monitoraggio regionale sul numero delle contenzioni meccaniche (persone legate) nei servizi psichiatrici, già ammesse come esistenti nell’audit regionale realizzato da Cittadinanzattiva nel 2012. Nel gennaio 2020, l’assessore Verì comunicò la già deliberata cabina di regia e promise la formalizzazione di una commissione regionale per la salute mentale, con la partecipazione delle associazioni di familiari e utenti. Aspettiamo che le dichiarazioni di intenti si realizzino oggi", conclude la lettera.

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