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Un momento della conferenza stampa

Un momento della conferenza stampa

Le grandi incompiute cittadine terreno di scontro tra Lega e maggioranza: "In pochi mesi sbloccati iter fermi da anni"

Il gruppo consiliare guidato dall'ex assessore Colantonio, nelle ultime settimane ha presentato numerose interrogazioni sui lavori pubblici, ma l'amministrazione non ci sta: "Si fa perdere tempo agli uffici e al consiglio comunale"

Una conferenza stampa per fare il punto sulle opere pubbliche incompiute lasciate in eredità dalla passata amministrazione. È quella che stamani ha visto schierata la maggioranza compatta: accanto al sindaco Diego Ferrara e all'assessore Stefano Rispoli, infatti, c'erano i capigruppo Filippo Di Giovanni (Partito Democratico), Andrea Rondinini (Chieti per Chieti), Silvia Di Pasquale (Chi ama Chieti), Vincenzo Ginefra (Chieti c'è), Alberta Giannini (La sinistra con Diego), Luca Amicone (Movimento 5 stelle), Alberto Chiavaroli (Ferrara sindaco), Serena Pompilio (Azione Politica).

Un'occasione, soprattutto, per replicare alle numerose interrogazioni sulle opere pubbliche sulle incompiute presentate nelle ultime settimane dal gruppo consiliare della Lega, di cui è capogruppo l'ex assessore Mario Colantonio. Alle interrogazioni di cui è primo firmatario, tra l'altro, è dedicato interamente il consiglio comunale in programma domani mattina alle 8.30

“Capire qual era lo stato dei conti del Comune - esordisce il sindaco Diego Ferrara – è stata la nostra prima premura. La seconda, invece, è stata vagliare la situazione delle opere ereditate dalla precedente amministrazione, ferme da anni perché nessuno degli ex amministratori si è mai occupato di sentire gli uffici sul work in progress, il cui stallo ha anche fermato la riqualificazione della città".

"Nessuno ha controllato - accusa Ferrara - ne ho avuto contezza anche quando il Prefetto e altre istituzioni mi hanno chiesto di riallacciare molte procedure. Ora, grazie sempre al lavoro di gruppo che questa Amministrazione ha impostato e sta facendo dall’inizio e grazie anche al ritmo che l’assessore Stefano Rispoli sta dando al lavoro dei comparti, operiamo nei limiti che il nostro bilancio ci pone. Di certo, le interrogazioni sui cantieri dormienti più che il lavoro renderanno evidente l’inerzia di chi ci ha preceduto; né potrà colpire noi, visto che governiamo da quattro mesi e in questo poco tempo abbiamo riattivato procedure dormienti da anni. Si sta solo facendo perdere inutilmente tempo agli uffici e al consiglio comunale della città”.

Fa riferimento diretto alle interrogazioni che vedono come primo firmatario il consigliere leghista Colantonio l'assessore ai Lavori pubblici Rispoli che, va ricordato, fino al 2017, sedeva tra i banchi dell'allora maggioranza, salvo poi fuoriuscire da Forza Italia e confluire prima nel gruppo misto, poi in Chieti punto da capo. 

"Colantonio - dice Rispoli - già assessore ai Lavori Pubblici e poi Urbanistica dovrebbe ben conoscere anche la causa dello stallo delle opere da lui avviate. Le sue richieste, invece, sono un ulteriore costo per la città, già gravata da opere giacenti da anni, perché distolgono gli uffici, che in questi giorni sono seriamente impegnati sul piano dei residui. Ci chiediamo se la sua sia una tattica magari per arrivare al dissesto, con l’illusione di fermare il cammino che abbiamo iniziato, ma se invece ha premura di sapere se intendiamo portare avanti le opere, la risposta è unica per tutte, certo che sì, perché riteniamo immorale sperperare risorse pubbliche e non dare alla città opere fruibili. Per il futuro ci stiamo organizzando in modo da essere pronti a utilizzare le risorse che arriveranno con il recovery plan e recovery fund e dare alla città interventi strutturali forti”.

Contro le iniziative consiliari del gruppo della Lega si schierano anche i consiglieri di maggioranza. Alberta Giannini accusa: "È schizofrenia interrogare un’amministrazione in campo da cinque mesi su opere progettate quando si è stati classe dirigente".

“Forse Colantonio avrebbe dovuto fare queste interrogazioni a Di Felice (assessore ai Lavori pubblici della seconda giunta Di Primio, ndc) – incalza il capogruppo di Chieti C’è Vincenzo Ginefra – È paradossale l’attacco alla propria visione della mobilità cittadina. La precedente amministrazione ha fatto partire due progetti senza occuparsi dei parcheggi. Il terminal sta lì da 10 anni, chi ci ha preceduto ci ha fatto due inaugurazioni e annunci a ogni festa comandata, senza riuscire a metterli in funzione, fino ad arrivare al paradosso di chiedere oggi a che punto sono i lavori non agevolati ieri”.

Per Serena Pompilio, "stiamo assistendo a un atteggiamento volto a destrutturare l’attività positiva portata avanti in pochi mesi dall’amministrazione e in primis dall’assessore Rispoli". Per l'esponente di Azione politica, le interrogazioni "impegnano tutto il consiglio comunale e distolgono gli uffici da un lavoro più importante per la città. Un lavoro fatto di ordinaria e straordinaria amministrazione, bersagliato di critiche da parte degli ex, pur essendo entrambe mancate totalmente fino a oggi e che l’esecutivo sta affrontando, pur dovendosi occupare anche dei 57 milioni di debito ereditati e di tutte le mancanze di questo ultimi 10 anni. L’operato di un’amministrazione si giudica al termine, 4 mesi non sono abbastanza nemmeno per valutare il lascito di chi ci ha preceduto”.

“Richieste provocatorie e strumentali", accusa invece la consigliera Di Pasquale. "Mi aspetto - dice - che la minoranza prenda in mano il senso di responsabilità che ha perso da tanti anni e non esponga la città a questo ulteriore triste spettacolo. È veramente da irresponsabili far perdere tempo a un consiglio comunale e farlo perdere a una città che ha diritto di risollevarsi, a maggior ragione anche dopo la pandemia”.

“L’eredità della giunta Di Primio si può sintetizzare in tre punti: debiti, incompiute e confusione", accusa invece Filippo Di Giovanni capogruppo Pd. "Debiti e incompiute sono due stati di fatto inconfutabili: dal piano di riequilibrio del 29 dicembre era emersa un’idea del debito, fino a quella data; le incompiute di cui parliamo sono sotto gli occhi di tutti; quanto alla confusione di chi oggi è opposizione, attaccare chi governa da così poco su responsabilità che non si sono assunte quando si governava la città, è sì da irresponsabili".

"Avremmo sperato in proposte e collaborazione da parte della minoranza - aggiunge - per rispondere alla città insieme, almeno sulle cose importanti, ma otteniamo solo critiche e ostruzionismo, perché è così che accade quando non si hanno argomenti e ci si arrampica sugli specchi. I lavori pubblici sono una delle spine dorsali di ogni amministrazione ed è chiaro che dover partire da cantieri fermi da dieci anni e non da finanziamenti e progettazione, è una sfida dura, ma che Rispoli e questa amministrazione sapranno affrontare”.

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