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Sabato, 18 Maggio 2024
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Influenza: diminuiscono i casi, ma l'Abruzzo è la regione più colpita

Insieme alla Campania, è la regione con la più alta incidenza delle sindromi simil-influenzali: i dati dei bollettini della sorveglianza RespiVirNet, pubblicati a cura dell'Istituto superiore di Sanità

Abruzzo e Campania sono le regioni con la più alta incidenza delle sindromi simil-influenzali. Secondo i dati diffusi dall'agenzia Lapresse, basati sui bollettini della sorveglianza RespiVirNet, pubblicati a cura dell'Istituto superiore di Sanità, a livello nazionale, c'è una discesa continua della curva epidemica.

Nella terza settimana del 2024, infatti, l’incidenza è risultata pari a 11,6 casi per mille assistiti, mentre nella settimana precedente era di 14,4. Scende anche la proporzione dei campioni positivi a influenza sul totale dei campioni analizzati (18,6% rispetto al 31,2%).

Il numero di casi di sindromi simil-influenzali è in netto calo dopo aver raggiunto il picco nell’ultima settimana del 2023 con un valore pari a 18,5 casi per mille assistiti. Nella terza settimana del 2024 l’incidenza è pari a 11,6 casi per mille assistiti ed è in diminuzione in tutte le fasce di età, tranne nei bambini sotto i 5 anni, in cui si registra un lieve rialzo con un valore di 31,6 casi per mille assistiti (30,8 nella settimana precedente).

Tutte le Regioni e Province autonome, tra quelle che hanno attivato la sorveglianza, registrano un livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali sopra la soglia basale; Abruzzo e Campania, come detto, sono le regioni più colpite.

Durante la terza settimana del 2024, la percentuale dei campioni risultati positivi all’influenza sul totale dei campioni analizzati risulta pari al 18,6%, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (31,2%). Tra i virus influenzali, quelli di tipo A risultano largamente prevalenti (99%) rispetto ai virus di tipo B e appartengono per la maggior parte al sottotipo H1N1pdm09.

Tra i campioni risultati positivi dall’inizio della stagione, il 26% è positivo per SARS-CoV-2, l’11%% per RSV, il 42% per influenza A, il 9% per Rhinovirus, mentre i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori.

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