Mercoledì, 29 Settembre 2021
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Pace fatta tra il sindaco e i promotori della raccolta fondi per San Giustino: la donazione sarà accettata

Dopo le polemiche dei giorni scorsi e la cerimonia di consegna disertata da Ferrara, stamani ha ricevuto una delegazione, per chiarire le modalità d'uso delle somme

Dopo le polemiche e la cerimonia disertata, pace fatta tra l'amministrazione comunale e i promotori della raccolta fondi "Perché Chieti è anche mia", a favore degli scavi archeologici in piazza San Giustino. 

Il sindaco Diego Ferrara, questa mattina, ha incontrato una rappresentanza dei promotori che, mercoledì scorso, avevano presentato al protocollo del Comune la richiesta di donazione di 7mila euro, raccolti nel giro di pochi settimane. All'incontro hanno partecipato anche gli assessori a Cultura e Lavori Pubblici Paolo De Cesare e Stefano Rispoli e i presidenti delle commissioni Cultura e Lavori Pubblici, Luca Amicone e Vincenzo Ginefra.

“È stato un incontro proficuo - spiegano gli amministratori in una nota - che si è svolto nella sede deputata ed è servito a chiarire la posizione del Comune sulla raccolta, al fine di evitare fraintendimenti e strumentalizzazioni su una legittima perplessità derivante da diversi aspetti della vicenda, che molti hanno erroneamente inteso come un rifiuto da parte nostra. Così non è".

Toni diversi da quelli usati meno di una settimana fa, quando l'amministrazione e la maggioranza avevano tacciato l'iniziativa di "sottesa propaganda", arrivando a paventare conseguenze per il presunto uso illecito del logo del Comune. In più, nella stessa occasione, si era addirittura ipotizzato che l'iniziativa potesse "rischiare di innescare azioni collaterali al fine di rallentare o, peggio, bloccare i lavori, come sta avvenendo, alimentando nei cittadini un sentimento di ostilità verso i lavori, tant’è che oltre agli esposti da parte di ignoti, il cantiere è stato anche recentemente violato, nottetempo”.

Oggi, l'atmosfera sembra tornata serena e c'è stata l'occasione di spiegarsi. "I lavori di riqualificazione di piazza San Giustino - prosegue il sindaco - fanno parte di un appalto pubblico, il cui iter è definito e nel cui contesto sono ricompresi anche gli scavi archeologici. Gli interventi sono organizzati secondo un preciso capitolato e quadro economico e sono finanziati con risorse pubbliche provenienti dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli scavi archeologici fanno parte di questo contesto e sono portati avanti dal Comune con l’operativa e preziosa collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Chieti e Pescara, che periodicamente ci relaziona in merito ai reperti che affiorano e alla loro importanza, grazie al personale che opera e studia il nostro cantiere".

"Ai promotori della raccolta - aggiunge - di cui abbiamo appreso l’esistenza e le intenzioni purtroppo solo a mezzo stampa diverse settimane fa, abbiamo serenamente spiegato questo quadro e ribadito le difficoltà dell’inserimento della raccolta nell’iter dell’appalto, che, come detto, ha un suo percorso già avviato, a cui si è aggiunta la nostra richiesta di utilizzo dei fondi derivanti dai ribassi d’asta, proprio per coprire ulteriori lavorazioni di cantiere e il prosieguo degli scavi. Farlo, come ci viene richiesto nelle finalità della donazione, comporterebbe dei passaggi burocratici che finirebbero col rendere più lunga e complessa la procedura attiva, già molto delicata e composita".

I promotori della raccolta, come già fatto nell'atto presentato all'ufficio protocollo del Comune, hanno chiarito che, sebbene l'iniziativa nasca per finanziare gli scavi archeologici, i fondi potranno essere usati liberamente "per valorizzare e rendere più fruibili tutti i siti archeologici cittadini".

"A fronte di tale disponibilità e della preparazione dell’atto di accettazione della donazione, che non può essere recepita attraverso una semplice consegna dei fondi, ma per cui serve una precisa procedura - conclude il sindaco - gli uffici formalizzeranno nei prossimi giorni le positive intenzioni del Comune ai proponenti, secondo tutti i canoni di trasparenza e legittimità richiesti da questo particolare crowdfounding”.

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