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Cinque sindaci uniti contro l'impatto ambientale dell'alta velocità: "Subito un incontro con Rfi, Regione e ministero"

Oggi pomeriggio il vertice dei primi cittadini di Chieti, San Giovanni Teatino, Manoppello, Alanno e Scafa, che si stanno muovendo anche in autonomia per presentare le osservazioni tecniche al progetto

Una lettera per chiedere a Rete ferroviaria italiana, ministero e Regione un incontro per rivedere il progetto di raddoppio della ferrovia Pescara-Roma che prevede, fra l'altro, la demolizione di 66 fabbricati, abitazioni comprese. È il primo atto comune dei cinque sindaci dei comuni interessati dal tracciato, riunitisi questo pomeriggio a San Giovanni Teatino. 

Oltre al padrone di casa, Giorgio Di Clemente, c'erano Diego Ferrara (Chieti), Giorgio De Luca (Manoppello), Maurizio Giancola (Scafa) e Oscar Pezzi (Alanno), oltre ad altri esponenti delle amministrazioni comunali, all'assessore regionale Nicola Campitelli e ai comitati cittadini già formatisi per chiedere la modifica del progetto. 

La questione, com'è noto, non è tanto nella contrarietà al raddoppio della ferrovia, che dovrebbe ridurre notevolmente i tempi per raggiungere la Capitale su rotaia. Quanto nelle modalità dell'intervento, che prevede un impatto ambientale, visivo e acustico notevole e che sconvolgerebbe il volto delle città. 

Al momento, i Comuni si muovono su due fronti: il primo, quello comune, è incontrare tutti gli attori interessati, per portare avanti le istanze dei territori; inoltre, ciascuna amministrazione, in base al tratto di competenza, presenterà le sue osservzioni tecniche. 

"Agiremo insieme per avere un confronto con Rfi sulle parti più rigide del progetto - dice il primo cittadino di Chieti Diego Ferrara - soprattutto sulle scelte che hanno maggiore impatto sul territorio. Nessuno si è detto contrario agli interventi: velocizzare la linea ferroviaria sarà un bene necessario per la nostra economia e per il turismo dei nostri centri e di tutto il comprensorio metropolitano e di area vasta. Con coralità chiederemo un confronto sia con il ministero, sia con Rfi, per avere una visione globale del progetto e studiare alternative concretizzabili per i tratti più critici degli elaborati fin qui noti, affinché siano il più possibile rispondenti alle nostre istanze e a quelle della cittadinanza coinvolta".

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