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Green pass in ristoranti, palestre e piscine. Marsilio: "Da strumento di apertura a strumento di costrizione e limitazione"

Il presidente della Regione Abruzzo ancora critico verso le misure del governo. "Chi controllerà per distinguere da uno schermo con un "qr-code" autentico ad un altro?" si chiede

"Da strumento di apertura e liberazione sta cominciando ad essere uno strumento di costrizione e limitazione": così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, definisce l'uso del green pass come stabilito dal governo centrale a partire dal 6 agosto, quando il 'certificato verde' sarà necessario per andare a mangiare all'interno di un ristorante, frequentare una palestra o andare al cinema.

Marsilio, che fin dalla prima ora si era mostrato critico verso l'ipotesi di rendere obbligatorio l'utilizzo del 'green pass', pone anche un'altra questione. "Dubito che in ristoranti, palestre e piscine i gestori siano attrezzati per distinguere da uno schermo con un "qr-code" autentico ad un altro. Diventano degli oneri organizzativi, gestionali e di responsabilità, anche nella sanzione: chi è che si mette a sanzionare? È un modo un po' propagandistico di affrontare le questioni - sostiene Marsilio - dando questo segnale di falsa sicurezza. Le Regioni hanno provato a spiegarlo al Governo chiedendo di usarlo per aprire discoteche, andare allo stadio o ai concerti e nei luoghi di grande assembramento cercando di garantire maggiore sicurezza, ma si è scelta una strada diversa e io -  conclude - non credo sia corretta".

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