La proposta: "la Grande Theate che spazia dalla gola dei monti agli orizzonti del mare"

La risposta teatina alla grande Pescara

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Grande attenzione sulla costa per la fusione delle comunità di Pescara, Montesilvano e Spoltore, ma grande interesse anche nell'entroterra per riscoprire cultura, tradizione ed identità millenarie. Theate, la mitica città dei Marrucini è ancora lì che assiste silenziosa alle dinamiche un po' confuse di questa ultima umanità presa più da interessi effimeri che da idee vere e giusto potere applicato. Se sulla costa i movimenti sembrano prendere forme sempre più convinte ma fragili ancora, a stento si avvertono le conseguenti e necessarie dinamiche nel territorio a ridosso. Chieti adesso osserva dall'alto, cerca di riscoprire nel passato una qualche energia per un futuro che deve richiamare ad un necessario ed imprescindibile dialogo. Se la valle dell'Alento spera ancora in una qualche tentata iniziativa, la grande vallata dell'Abruzzo produttivo attende frenetica una nuova condivisione; una naturale e storica adesione sia nelle dinamiche degli studi e delle idee che nei fatti e negli eventi. Estendere il dialogo oltre i confini del proprio territorio comunale non è solo utile per la Theate dei Marrucini, ma necessario se non addirittura essenziale e vitale per il proprio futuro. Se sulla costa cominciano a muovere i primi passi di un esperimento tutto da verificare; l'autorevole presenza di una città millenaria che vuole adesso rivelarsi città d'arte, la Theate fra i colli teatini e la grande valle dei popoli d'Abruzzo, non pone limiti all'espansione di un'idea, di per sé, già nota e collaudata: la Grande Theate che spazia dalla gola dei monti agli orizzonti del mare: un gran bel sogno per un Abruzzo che può indagare e ritrovare una propria identità! Nando Marinucci

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