Martedì, 26 Ottobre 2021
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Giornata della memoria: il Galiani invita a rendere omaggio alla pietra d'inciampo dedicata al professor Oberdorfer

Fu uno dei tre docenti della scuola teatina che nel 1938, a causa delle leggi razziali, fu costretto a lasciare l'insegnamento. Morì nel 1941, nel campo d'internamento di Lanciano

I tristi esiti delle leggi razziali toccarono da vicino anche la città di Chieti. Nel 1938, nell’allora istituto regione Ferdinando Galiani, l’attuale istituto commerciale Galiani-De Sterlich, erano in servizio tre docenti di religione ebraica: Alfredo Schumann, Giulia Volterra, Aldo Oberdorfer. A causa di quella oscura pagina della nostra storia, furono obbligati a lasciare l’insegnamento. Oberdorfer, poi, morì nel campo di internamento di Lanciano. E proprio a lui e alla memoria di quel periodo buio, è dedicata la pietra d’inciampo posizionata davanti all’ingresso dell’istituto. 

Le pietre d’inciampo, Stolperstein in tedesco, sono piccole targhe di ottone, grandi quanto un sampietrino, posizionate in luoghi significativi, come la casa in cui viveva un deportato o il luogo in cui fu arrestato, ideate dall’artista berlinese Gunter Demnig.  Vi sono incisi il nome e il cognome della persona che si ricorda, la data di nascita e quella della morte. 

Dal 1995, Demnig vuole restituire con questi piccoli monumenti dignità e visibilità alle vittime dei campi nazisti, per custodire la memoria di ogni singolo deportato.  Allo stesso tempo,  le pietre hanno lo scopo di far “inciampare”, in senso figurato, i singoli cittadini o i turisti che le incontrano lungo il  proprio cammino, costringendoli  a ricordare coloro a cui sono dedicate e a riflettere sul motivo per cui si trovano proprio in quel preciso luogo, un luogo comune che un tempo è stato teatro di una tragedia capace di stravolgere la vita di milioni di persone. 

Il Galiani di Chieti è l’unica scuola italiana ad avere al suo ingresso una pietra d’inciampo, opera posizionata personalmente da Gunter Demnig nel 2016, nel 150esimo anniversario della scuola, alla presenza di Ada Chiara Zevi, presidente dell’associazione “Arte in memoria” che si occupa di diffondere tale progetto. 

In questi giorni, durante la settimana della memoria, proprio per invitare i più giovani alla riflessione, l’istituto Galiani sta accogliendo gli alunni delle scuole medie della città e non solo, per raccontare loro la storia che si cela dietro la pietra d’inciampo, realizzando incontri e laboratori con la professoressa Alessia Argentieri, docente di storia che ha rappresentato l’Abruzzo  al Memorial de la Shoah di Parigi, il Museo della conferenza di Wansee a Berlino e il centro mondiale di studi sull’Olocausto dello Yad Vashem, di Gerusalemme,  Istituto nato con l'intento di documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah. 

Sabato 26 e domenica 27 gennaio, giornata internazionale della memoria, inoltre, in tutta Europa, chi lo vorrà potrà portare un fiore o una candela accanto alle pietre d’inciampo per commemorare coloro che sono stati vittime dell’odio. Anche i cittadini di Chieti potranno partecipare a questa iniziativa, recandosi in via Ricci, al numero civico 22, dove è posizionata la pietra d’inciampo dedicata ad Aldo Oberdorfer, morto nel campo di internamento di Lanciano il 14 settembre 1941.

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