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Immagine di repertorio

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Giornata internazionale delle foreste, allerta incendi in Abruzzo perché mancano cura e prevenzione

L'appello di Coldiretti: "La foresta senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza"

A rovinare la Giornata internazionale delle Foreste, che ricorreva ieri, primo giorno di primavera, è stato il boom degli incendi che nel 2019, per effetto dei cambiamenti climatici, sono aumentati del 1700% rispetto allo scorso anno, con danni gravissimi al patrimonio naturale dell’Italia. A denunciarlo è la Coldiretti in occasione della Giornata internazionale delle foreste, con gli allarmi che sono scattati in tutte le regioni del nord, dalla Liguria all’Emilia, dalla Valle d’Aosta al Piemonte, dalla Lombardia al Veneto. 

Ma la preoccupazione riguarda anche l’Abruzzo, che negli ultimi anni è stato martoriato da numerosissimi roghi, soprattutto estivi, che hanno compromesso migliaia di ettari di zona boschiva, causati spesso dall’andamento anomalo del clima che si manifesta con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità che mette a rischio soprattutto i boschi creando le condizioni per il divampare di roghi.

In Abruzzo, la superficie boschiva ricopre il 41% della superficie regionale, pari a 400 mila ettari, con un indotto potenziale con risvolti positivi sull'economia. 

Ma, lancia l'allarme Coldiretti: 

Purtroppo, anche nella nostra regione è finora mancata l’opera di prevenzione nei boschi che, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati vere giungle ingovernabili. Siamo di fronte all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza anche perché, per effetto della chiusura delle aziende agricole, i boschi si trovano spesso senza la presenza di un agricoltore che possa gestirli. 

Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni, affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli. Un’opportunità in tal senso viene dalla legge di orientamento, che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Ma una ulteriore opportunità secondo Coldiretti potrebbe arrivare dall’aumento del prelievo del legname dai boschi con lo sviluppo di filiere che potrebbero generare nuovi posti di lavoro. Lo spazio per un rilancio della forestazione è enorme. L’industria italiana del legno è la prima in Europa, ma con legname che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania a dimostrazione di un grande potenziale economico inutilizzato.

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