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La Geriatria è salva e il personale di altri reparti coprirà i turni del pronto soccorso, ma continuano le polemiche sulla sanità

L'annuncio al Comitato ristretto dei sindaci anche di una bozza di piano di investimenti da 60 milioni per il policlinico "di cui nessuno aveva mai saputo niente", polemizza Ferrara

Il reparto di Geriatria del policlinico Santissima Annunziata non chiuderà ed è stata anche individuata la soluzione per il pronto soccorso. Arrivano spiragli positivi dalla riunione a cui stamani hanno partecipato la direzione strategica della Asl al completo, con Thomas Schael, Angelo Muraglia e Giovanni Stroppa, il direttore del dipartimento di Medicina Francesco Cipollone e altri dirigenti, che si sono confrontati, numeri alla mano, sulle azioni possibili da intraprendere per compensare la carenza di medici. 

Il dipartimento, che si è impegnato a coprire almeno 30 turni al mese, fino al 15 settembre, con personale dei reparti di Medicina 2, Clinica Medica e Geriatria, preservando quest’ultima dal rischio di accorpamento temporaneo che si era profilato qualche giorno in mancanza di alternative. 

“Il nostro obiettivo era e resta garantire continuità e qualità alle prestazioni in urgenza - ha detto il direttore generale Asl Thomas Schael - senza voler per questo penalizzare altre unità operative. Abbiamo autorizzato il regime delle prestazioni aggiuntive per remunerare i medici che andranno a coprire i turni in pronto soccorso, approdando a una soluzione che ci permette di alleggerire la sofferenza dell’ospedale di Chieti almeno per tutta l’estate. Continueremo, comunque, nella ricerca di medici da assumere che finora non ha avuto alcun esito, visto che gli avvisi già emanati sono andati deserti”. 

La decisione scaturita dal vertice di questa mattina è stata poi comunicata al sindaco Diego Ferrara nel corso della riunione del Comitato ristretto dei sindaci della stessa Asl riunito questa mattina per un confronto su alcuni temi di politica sanitaria, a partire dall’affanno vissuto nell’area emergenza in tutti gli ospedali. Al primo cittadino è stata anche consegnata la mappa con gli interventi previsti per il riordino del Santissima Annunziata, che prevede 60 milioni di investimenti. Il progetto di dettaglio verrà inviato al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore alla Sanità Nicoletta Verì il prossimo 15 luglio, e subito dopo illustrato al Comitato ristretto dei sindaci.

Ma gli strascichi polemici del consiglio comunale straordinario di ieri sulla Sanità non sembrano volersi chiudere. Il sindaco Ferrara ha evidenziato che "nessuno aveva mai avuto notizie" sul piano di investimenti della Asl per l'ospedale clinicizzato.

“Su Geriatria - dice - non posso che commentare positivamente il dietrofront, risultato certo di una mobilitazione che ha unito la nostra levata di scudi a quella dei medici e dei lavoratori e parti sociali per una scelta sbagliata, dannosa e non risolutiva". Ferrara, però, non risparmia una stocca alla Regione, assente alla seduta di ieri:  "Onestamente mi resta difficile non esprimere sconcerto per la risposta che come amministrazione comunale abbiamo chiesto per lo stato della nostra sanità: ieri, al Consiglio comunale straordinario dedicato, nessuno degli interlocutori si è presentato, Schael in primis; ma di punto in bianco, oggi, in seno a un Comitato convocato per parlare della situazione del pronto soccorso e del bilancio, ecco che salta fuori dal cilindro niente di meno che una prima bozza di progetto di massima per il riordino del nostro ospedale, ancora una volta non condiviso con il territorio, nato nelle stanze della Asl e di cui nessuno era a conoscenza. Un elaborato a dir poco embrionale, visto che il manager non lo ha proposto ancora nemmeno alla giunta regionale e un metodo che purtroppo non è ancora quello che al nostro territorio serve per salvare la sua sanità, perché non ha il crisma della concretezza, che dopo il covid è invece un must per il diritto alla salute, per la comunità e per una sana sinergia istituzionale. Dunque, soluzioni tampone per il pronto soccorso e uno specchietto per allodole denominato 'piano di riordino' per l’ospedale: queste non possono essere considerate una risposta concreta a istanze precise e urgenti che dominano la realtà sanitaria territoriale e che potevano essere date in presenza, ieri, davanti a un consiglio comunale che si è invece preferito disertare".

Ferrara incalza in cerca di risposte: "Piuttosto, cosa accadrà al Pronto soccorso dopo settembre? E con quali fondi si porterà avanti il progetto di rilancio annunciato oggi? Che certezze ha tale intenzione, che ci è stata sottoposta prima di avere il placet della giunta regionale, la stessa che ha tolto a Chieti i fondi e che ha annunciato il rilancio che ad oggi non c’è stato? Saremo ben felici di confrontarci con il presidente Marsilio, l’assessore alla Sanità e il direttore generale della Asl, quando avremo qualcosa di più credibile di un’ipotesi stampata a colori, ma senza coperture e certezze”.

Sempre in merito alla seduta di ieri, il presidente del consiglio comunale Luigi Febo e la vice Silvia Di Pasquale hanno spiegato che faranno avere il verbale alla Regione, alla direzione generale della Asl, all’università, nelle persone di presidente, assessore, manager e rettore che erano stati invitati a partecipare, ma non si sono presentati.

“Un’occasione mancata, ma non perduta - commentano - ringraziamo i delegati della Asl che ci hanno messo la faccia e restiamo sì con l’amaro in bocca per via della mancata presenza di Regione e università e dirigenza Asl, soggetti con cui volevamo interloquire al fine di consegnare loro simbolicamente le istanze sollevate dal Consiglio, ma non desistiamo dall’intenzione di instaurare un dialogo con essi, a beneficio della comunità che è anche la prima utente della nostra sanità. Non possiamo non sollecitarlo, perché ci preme conoscere lo stato dei progetti, se ce ne sono, dei finanziamenti in cantiere e in itinere per il nostro ospedale e le intenzioni in capo ad ogni soggetto per la sua competenza, in merito alla soluzione dei problemi che affliggono le nostre strutture e che anno dopo anno si moltiplicano, rendendo la salute un diritto complesso da esercitare. Tutto questo - concludono - al fine di promuovere una sinergia istituzionale efficace e trasparente, capace di dare risposte concrete alla popolazione, alle istituzioni che non hanno la sanità come azione prioritaria, al territorio, di cui Chieti è di certo e deve restare un riferimento come capoluogo di provincia e per via delle sue strutture storicizzate e di eccellenza”.

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