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I genitori della scuola primaria Via Bosio: "Riaprite le scuole subito dopo Pasqua"

168 genitori della scuola di Chieti Scalo firmano un appello alle istituzioni. Venerdì 26 marzo è prevista una mobilitazione nazionale

Anche le famiglie dei bambini della scuola primaria di Via Bosio (comprensivo 4) dicono basta alla didattica a distanza e chiedono di riaprire le scuole subito dopo Pasqua. In tal senso un appello alle istituzioni è stato sottoscritto da 168 genitori poco prima della giornata di mobilitazione nazionale del 26 marzo.

La scuola è una priorità è uno slogan che sentiamo ripetere di continuo da tutti - si legge nell’appello - eppure viviamo in casa con adolescenti e bambini da mesi, li osserviamo piombare sempre di più in un isolamento strano, camuffato di vitalità, di voci e video forniti entrambi dai dispositivi digitali che fino ad un anno fa, in molti casi, non erano ancora entrati nelle loro vite.
Siamo costretti a combattere una lotta ad armi impari con l’idea radicata in chi detiene il potere politico ed economico che la scuola non sia una priorità, che le nuove generazioni non abbiano diritto ad essere prioritarie”. 

Per questo i genitori dicono basta, rivendicando la necessità di fornire risposte ai bisogni educativi di bambine e bambini. “Bisogna farlo adesso, perché il nostro tempo è scaduto. Sono cresciute esponenzialmente le manifestazioni di malessere in bambine/i  ragazze/i; ormai da troppi mesi il disagio si esplicita con ansia, disturbi del sonno e della socialità, comparsa di tic, gesti anche violenti contro gli altri e contro se stessi. Li abbiamo consegnati in mano ad un mondo che sappiamo poter essere un buco nero, quello del digitale, del web. E lo abbiamo fatto troppo presto, dalle scuole primarie, e per troppo tempo”. 

Le famiglie dei bambini della primaria puntano il dito contro la decisione di chiudere subito le scuole alla risalita dell’indice di contagio. “Sono stati stilati protocolli severi per le scuole che hanno rispettato le norme di protezione con dispositivi, distanziamento e quarantene. Eppure, malgrado le scuole si siano dimostrate dei luoghi sicuri, appena gli indici di contagio salgono sono le prime ad essere chiuse, mentre restano aperte altre strutture potenzialmente più pericolose. Sono questioni importanti che ci stanno logorando da mesi; siamo bombardati da notizie che da un lato instillano paure ed insicurezze, dall’altro cercano di consolarci ripetendo come un mantra che la situazione presto migliorerà. Ma non è più il tempo di consolazioni né di scuse. 

Vogliamo rientrare nelle scuole – affermano -  vogliamo che la socialità torni ad essere per le bambine e i bambini la base dell’apprendimento,  perché senza presenza per mesi non può esserci formazione, senza uno sguardo attento alle giovani generazioni e a quello che adesso sta loro accadendo non c’è futuro”.

Le famiglie di via Bosio, come tante altre, chiedono che si possa rientrare a scuola dopo la Pasqua, in sicurezza, incentivando l’utilizzo degli spazi all’aperto e chiedono che sulla scuola pubblica si investano più risorse del Recovery Found. “Dobbiamo già guardare al prossimo anno, evitare le classi pollaio, investire sulla sicurezza degli edifici, con presidi sanitari nelle scuole e naturalmente pensare alla stabilizzazione e implementazione dei docenti” concludono.
 

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