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Focolaio di Covid 19 nel carcere di Chieti, Voci di dentro chiede misure alternative per evitare i contagi

Sono almeno 10 i detenuti risultati positivi al virus in questi giorni a Madonna del Freddo

Situazione preoccupante nel carcere teatino di Madonna del Freddo, dove almeno 10 detenuti sono risultati positivi al Coronavirus. Lo segnala l'associazione Voci di dentro, che ha ricevuto la notizia dai alcuni parenti.

"La preoccupazione è molta: la casa circondariale di Chieti - denuncia l'associazione - è vecchia e fatiscente, ci sono celle anche da sei persone, alcune hanno ancora la turca. La promiscuità, l’impossibilità di mantenere le distanze stanno rischiando di mandare in tilt tutto l’istituto di Madonna del Freddo dove sono rinchiuse un centinaio di persone, molte delle quali malate. Nessuna notizia sullo stato di salute del personale, agenti, impiegati, personale della direzione. Una situazione preoccupante: non ci sono celle per la quarantena, non ci sono stanze dove mettere le persone risultate positive. Una delle ipotesi in via di definizione è lo spostamento di tutti i positivi nella sezione femminile. Al momento la direzione del carcere ha sospeso tutte le attività dei volontari (molto poche a dire il vero) che fino a sabato si tenevano unicamente via Skype".

Per Voci di dentro, il rischio di focolai potrebbe essere ovviato con un'organizzazione diversa. "Nel carcere di Chieti, ma succede in tanti carceri in Italia, si continuano a portare in cella persone con una pena di pochi mesi o persone che devono scontare carcerazioni per reati compiuti anche dieci anni fa. Uno tra tanti il caso di un detenuto che è stato portato in carcere a Chieti per una pena di pochi mesi, si è fatto la quarantena, poi è stato messo fuori. È normale tutto ciò?. Per noi la risposta è no. E le conseguenze oggi si vedono: sovraffollamento, poca sicurezza, e adesso anche il contagio di una decina di persone che potrebbero finire in ospedale e intasare ancora di più il sistema sanitario con ospedali ormai al completo".

Voci di dentro chiede soluzioni alternative, come la messa in prova, i lavori di pubblica utilità i domiciliari per tutte le persone con pene sotto i tre anni, così come tutti coloro che hanno più di 70 anni, i malati, le donne (qualche migliaio dentro per reati spesso minori), le persone con dipendenze gravi, i bambini.

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