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Focolaio Covid all'istituto Santa Caterina: 13 positivi tra degenti e operatori sanitari

Il caso al centro di un'interrogazione in consiglio regionale Paolucci (Pd), che insieme all'assessora Buttari chiede risposte e prevenzione

Focolaio Covid all'istituto di riabiltazione Santa Caterina di Francavilla al Mare, dove 13 persone, tra degenti e personale sanitario, sono risultate positive al virus. 

L'istituto si occupa di percorsi assistenziali riabilitativi per le persone con disabilità, quindi soggetti fragili che hanno una maggior
rischio di sviluppare gravi forme della malattia.

Il caso è finito al centro di un'interrogazione in consiglio regionale del capogruppo del Partito Democratico Silvio Paolucci, che insieme all'assessora al Sociale del Comune di Francavilla, Francesca Buttari, chiede "garanzie e attenzioni da parte della Regione". 

I due esponenti del Pd chiedono ad Asl e Regione di spiegare cosa sia accaduto e perché e di prendere "le dovute precauzioni per limitare il contagio all’interno, oltre ad ogni utile misura per evitare nel modo più assoluto che la situazione sfugga dal controllo nuovamente".

"Il personale sanitario sta compiendo sforzi dall'inizio della pandemia e ha ceduto il passo solo in questa fase, in cui il virus a livello di contagi si dimostra più aggressivo, ma non è pensabile che debbano fare tutto da soli - aggiunge l’assessora Buttari - esponendosi a un contagio più 'aggressivo' di mesi fa, senza strumenti per prevenirlo, come vaccini, screening, tamponi di controllo, attenzioni che potrebbero preservare la salute di tutti, l’assistenza e la regolare continuità dei servizi dell’Istituto che è una risorsa preziosa della nostra comunità".

"Le strutture come il Santa Caterina - dice ancora Buttari - devono essere monitorate concretamente, soprattutto dopo quanto accaduto nelle rsa durante la prima fase della pandemia: sia per prevenire che diventino focolai, cosa che forse si poteva evitare con un maggior supporto da parte di Regione e Asl, ma anche sottoponendo a vaccino gli operatori e gli ospiti della struttura, perché la situazione fosse gestibile e non diventasse rischiosa per tutti. Questo ad oggi non ci risulta che sia avvenuto. Mi auguro, inoltre, conclude - che la Asl abbia messo in campo ogni azione di tracciamento incrociato, perché molti utenti della struttura sono alunni delle nostre scuole”.

Nell'interrogazione, il consigliere regionale Paolucci chiede alla Regione "quali misure sono state adottate per prevenire l’estensione del contagio nell’istituto: domande semplici che necessitano di una risposta, perché perdere tempo e restare inerti ha un costo troppo alto. Stiamo vedendo cosa comporta la disorganizzazione andata in onda finora sul fronte emergenza con gli ospedali pieni e nessun dato sulla situazione territoriale extra strutture - accusa - con una campagna vaccinale partita senza un piano e senza un orizzonte, con numeri e riferimenti del tutto fuori dalla realtà che l’Abruzzo sta vivendo. Si è fatta prevenzione nell’istituto? A imporlo è un’ordinanza del presidente della Regione che obbliga di sottoporre ogni 15 giorni i dipendenti al test Covid-19, ma forse è rimasta lettera morta. Eppure, era più logico iniziare dalle strutture più vulnerabili la campagna vaccinale, come, d’intesa con la Asl, lo era tutelare gli operatori e favorire una modalità di screening tempestivo per prevenire l’accesso di persone affette da covid, visto che Francavilla è stata fra le città dove si è chiesta l’esecuzione massiva e continuata dei test antigenici”, conclude l'ex assessore.

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