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Firmato il protocollo sulla rete antiviolenza dell'area frentana: ecco come tutela le donne

Il documento è stato sottoscritto nella Casa di conversazione del Comune, alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità Dora Bendotti, del presidente del consiglio Leo Marongiu e dei rappresentanti delle forze dell'ordine, degli enti locali e pubblici, delle associazioni aderenti

È stato sottoscritto ufficialmente  il protocollo d’intesa istituzionale della rete antiviolenza della città di Lanciano e area frentana approvato lo scorso giugno. Il documento è stato firmato nella Casa di conversazione del Comune, alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità Dora Bendotti, del presidente del consiglio Leo Marongiu e dei rappresentanti delle forze dell'ordine, degli enti locali e pubblici, delle associazioni aderenti.

Il protocollo prevede la definizione di strategie e azioni d’intervento in materia di contrasto e prevenzione alla violenza nei confronti delle donne, con azioni integrate fra quelle realizzate dai vari enti e organismi. In particolare, il documento si propone di

  1. Raccordare e mettere in rete quanto c’è di operante per combattere la violenza, sia in ambito pubblico che privato, sviluppando procedure e protocolli interni di intervento;
  2. Condividere e stimolare l’assunzione di responsabilità rispetto al tema da parte di tutti i settori coinvolti, soprattutto in ambito pubblico (enti locali e nazionali, servizi sociali e sanitari, mondo giudiziario, forze dell’ordine, istituzioni scolastiche);
  3. Promuovere la realizzazione di interventi nelle aree tematiche individuate a livello internazionale come necessarie per un approccio significativo al tema;
  4. Realizzare tutte gli interventi e le azioni secondo quanto definito nel Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 20017- 2020 e nel rispetto degli assi d’intervento in esso definiti di a) Prevenzione; b) Protezione e sostegno; c) Perseguire e punire; d) Politiche integrate. Laddove nello specifico per ciascun asse s’intende A) Prevenzione: aggredire le radici della cultura della violenza, le sue cause e le sue conseguenze mettendo in campo strategie politiche volte all’educazione, alla sensibilizzazione al riconoscimento della violenza e all’ottenimento delle pari opportunità in ogni ambito della vita pubblica come privata, per combattere discriminazioni, stereotipi legati ai ruoli di genere e al sessismo e la violenza maschile contro le donne; B) Protezione e sostegno: azioni finalizzate alla tutela delle vittime nel percorso di uscita dalla violenza; C) Perseguire e punire: punire i violenti secondo le norme della legislazione italiana e a individuarli il prima possibile per garantire in via privilegiata i diritti delle vittime donne e minori durante le fasi dei procedimenti giudiziari; D) Assistenza e promozione: finalizzato a mettere in campo tutte le azioni trasversali possibili per sostenere l’attuazione e l’efficacia delle azioni precedenti incluse le attività di monitoraggio, la valutazione dei risultati e degli effetti via via conseguiti;

Di conseguenza, le attività della Rete si inquadrano in un’azione diffusa che intende centrarsi, sulla prevenzione, conoscenza, informazione ed approfondimento a diversi livelli del fenomeno della violenza contro le donne.

Inoltre le istituzioni, le associazioni e le organizzazioni aderenti, si impegnano a realizzare una stretta collaborazione attraverso diverse attività informative, di confronto, di azione concreta, di risoluzione delle criticità, sempre nell’ottica della collaborazione fra loro e con reti locali e nazionali antiviolenza.

Al documento, seguiranno protocolli operativi in cui verranno delineate le azioni di intervento per contrastare il fenomeno della violenza.

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