Tamponi agli operai e autocertificazioni: la Fiom chiede di concordare il protocollo con i sindacati

Plauso ad alcune proposte accolte dalla Regione, ma per l'organizzazione sindacale restano criticità che si possono affrontare solo in un tavolo di confronto

"Che fine ha fatto la riunione che la Regione ha annunciato a tutto l'Abruzzo con aziende e sindacati?". Se lo chiede la Fiom Abruzzo Molise, dopo che, ieri, la giunta regionale ha annunciato le misure concordate con Asl e mondo produttivo per controllare in maniera più efficace le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche del territorio.

La Fiom accoglie con soddisfazione la notizia che siano stati accolti alcuni suoi suggerimenti, come i presidi per effettuare i tamponi nei punti nevralgici della produzione abruzzese, ma al contempo continua a chiedere un confronto tra la Regione, la Asl, la Protezione Civile, le associazioni industriali e i sindacati.

"Crediamo - dice la Fiom Abruzzo Molise - che ognuno per le sue competenze possa apportare contributi e soluzioni. Così come noi del sindacato siamo consapevoli, soprattutto in questo contesto, di non avere una piena conoscenza della situazione, altresì siamo convinti che nessuno degli altri soggetti possa conoscere come funzionano le dinamiche di una fabbrica. Da quello che apprendiamo dai giornali abbiamo capito che partiamo da due filosofie diverse: la proposta dell’assessore Febbo tende ad individuare eventuali colpevoli, la nostra è un contributo ad affrontare una discussione per tentare di risolvere il problema nell’interesse collettivo a prescindere da capire chi ha le colpe".

Ci sono, infatti, secondo il sindcato, alcuni aspetti che andrebbero organizzati meglio, come l'autocertificazione. "Ma un lavoratore - commenta il sindacato - se non prendesse la coincidenza, dovrebbe consegnare 2 autocertificazioni al giorno, a meno che per l’assessore il problema riguardi solo il viaggio di andata e non quello di ritorno. Comunque, non sarebbe la soluzione, perché, anche in questo caso, il lavoratore che esce di casa 3 ore prima del turno potrebbe avere una temperatura pari o inferiore ai 37,5°, quindi in regola con l'autocertificazione, arrivare in azienda con una temperatura più alta e vedere il cancello sbarrato".

In particolare, poi, per la Fiom va affrontato con urgenza "il problema del trasporto pubblico, soprattutto quello proveniente dal Molise, visto che arrivano molte segnalazioni da parte dei lavoratori sul mancato distanziamento". 

E, ancora, vanno bene i tamponi, ma "renderli volontari apre delle riflessioni: i lavoratori quando potranno fare questo test visto che hanno tempi contingentati per entrare in azienda oppure sono legati agli orari dei trasporti? Va previsto un accordo con le aziende o un’ordinanza che possa dare la possibilità ai lavoratori di fare il test senza incorrere in provvedimenti perché entrano in ritardo, e magari, come descritto nella nostra proposta, prevedere presidi fissi nei nuclei industriali, come le tende che sono messe davanti ad un pronto soccorso".

Infine, la Fiom solleva il problema delle piccole aziende, meno in luce rispetto ai grandi poli produttivi dove, dicono "non esiste il sindacato e quei lavoratori hanno lo stesso diritto alla prevenzione come tutti i Lavoratori. Per queste ragioni è necessario un confronto: per trovare le soluzioni non per individuare le colpe. Per le colpe esistono le autorità inquirenti. Noi, come Fiom, vorremmo dare il nostro contributo limitatamente alle nostre competenze, per aiutare a costruire un percorso di prevenzione ed intervento che vada a tutelare la salute dei lavoratori e dei vittadini. Invitiamo a superare polemiche e pregiudizi. Va svolta in tempi rapidi una riunione che affronti con metodo come intervenire per la tutela di tutti i lavoratori che lavorano in Abruzzo e di tutti i nostri cittadini".

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