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Domenica, 16 Giugno 2024
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Evento dell'Esercito a Chieti per l'anniversario della Liberazione dai tedeschi, le associazioni: "Così si commemora un falso storico"

A dirlo sono Cittadini per la pace Chieti, l'associazione Chieti Bene Comune e il gruppo consiliare Liberi a Sinistra. L'evento all'auditorium Cianfarani del museo

Associazioni contro l’evento in programma per domani, 22 maggio, all’auditorium Cianfarani del museo La Civitella dove l’Esercito e la Folgore terranno una conferenza, patrocinata dal Comune di Chieti, per commemorare l’80º anniversario della Liberazione della città di Chieti dai tedeschi da parte dell’183° e 184° Reggimento Paracadutisti Nembo il 9 giugno 1944. Per l’occasione saranno allestiti anche degli stand alla villa comunale. 

Per la rete Cittadini per la pace Chieti, l'associazione Chieti Bene Comune e il gruppo consiliare Liberi a Sinistra attribuire la liberazione all’Esercitò è “un falso dimostrato falso, come documentato da diversi storici locali e non - spiegano - già la sera del 7 giugno tutti i reparti organici tedeschi avevano lasciato la zona di Chieti. L'8 giugno, verso le 16, mentre si svolgeva la processione del Corpus Domini, il comandante tedesco, il prefetto Giuseppe Girgenti, con i relativi seguiti e alcuni collaboratori, lasciavano la città fuggendo verso il nord. È molto probabile che il comandante tedesco e mons. Venturi abbiano concordato il giorno e l'ora della fuga, per evitare pericolose reazioni della popolazione e dei partigiani. In città rimasero solo alcuni guastatori, incaricati di far saltare strade e alcuni impianti. Tra il 7 e l'8 giugno questi guastatori danneggiarono alcune officine e segherie, lo stabilimento della Cellulosa, la centrale elettrica e alcune strade. Furono distrutte le opere di presa dell'acquedotto cittadino mentre grazie all’intervento di alcuni partigiani, carabinieri e guardie di finanza fu sventata la distruzione della Colonnetta, la strada che collega Chieti con la nazionale Tiburtina, che con scariche di fucileria misero in fuga i guastatori impegnati a far brillare le mine. Poi, i patrioti rendevano innocue le mine, asportando coraggiosamente, senza l'ausilio di mezzi tecnici, le micce e gli inneschi”.

Su questi avvenimenti esiste un rapporto, redatto il 9 giugno 1944 da un sottufficiale della guardia di finanza. “Fu quel giovane sottufficiale della guardia di finanza – ricostruiscono ancora - a guidare un gruppo di giovani partigiani e di volontari in uno scontro coi guastatori che stavano per far brillare le mine sulla Colonnetta, mettendoli in fuga; Il loro intervento salvò anche la cabina elettrica del Tricalle, i motori e i macchinari dell'ufficio elettrico tranviario e il gasometro della città. Solo la sera del 9 giugno, a fatti accaduti, arrivarono a Chieti i paracadutisti della Nembo”.

La verità storica sulla liberazione della città di Chieti e dell’intera provincia fu un’altra, come asseriscono le associazioni. “La stessa fu opera dell’azione militare degli alleati, della Resistenza e, con una partecipazione molto limitata, del Corpo Italiano di Liberazione. Il 183° e 184° Reggimento della Divisione Nembo, appartenenti al Cil, non diedero un contributo determinante, come si vuole celebrare, ma molto modesto. Determinante fu invece il contributo non solo della Resistenza armata, ma anche della Resistenza disarmata dei civili: molti civili (specialmente le donne) si opposero alle razzie di uomini per i lavori obbligatori al fronte; la popolazione di Chieti, spalleggiata dai partigiani, si ribellò all’ordine di Kesselring sullo sfollamento totale della città con l'intento di trasformarla in una fortezza difficile da espugnare, prolungando la resistenza dei tedeschi. Si riunì davanti alla sede del comando tedesco e alla prefettura, minacciando una rivolta se l’ordine di evacuazione non fosse stato revocato. La ribellione costrinse i tedeschi a fare marcia indietro e salvò la città dalla distruzione totale”.

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“Questo revisionismo storico è molto pericoloso poiché induce le giovani generazioni a confondere i partigiani con le forze dell’esercito. Non si giustifica, quindi, l’evento organizzato a Chieti dall’Esercito basato su un falso storico in quanto si attribuisce meriti che non ha e fa parte di una campagna militarista che tende ad occupare tutti gli spazi, anche quelli che non gli appartengono” concludono Cittadini per la pace, Chieti Bene Comune e Liberi a Sinistra.
 

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