Fratelli tutti, monsignor Forte introduce l'enciclica di Papa Francesco

La terza enciclica del Papa spiegata dall'arcivescovo di Chieti e teologo Bruno Forte

Una smentita alle presunte, deboli radici teologiche di Papa Bergoglio e un messaggio evangelico di fraternità e amicizia sociale, a partire da riflessioni sulla pandemia: così monsignor Bruno Forte definisce l’enciclica 'Fratelli tutti' di Papa Francesco, pubblicata lo scorso 4 ottobre.

Il teologo e arcivescovo di Chieti-Vasto, che ha firmato l’introduzione della terza enciclica sociale del pontificato di Jorge Mario Bergoglio, dice a Radio Vaticana: 

 "Una obiezione che viene spesso fatta al magistero di Papa Francesco è di essere un magistero sociale, fortemente impegnato, ma le cui radici teologiche non sarebbero sufficientemente evidenziate. Ora, l'enciclica 'Fratelli Tutti' è proprio una chiarissima smentita di questi pregiudizi, perché l'idea chiave della fraternità, che è alla base dell'amore sociale e della giustizia, all'interno dei singoli Paesi oltre che nei rapporti internazionali, è un'idea che viene chiaramente radicata nel suo fondamento teologico". 

Nell’ultima enciclica il papa annuncia il Vangelo, "non una dottrina sociale in quanto tale ma le conseguenze sociali di una conversione del cuore a quella fraternità che è il dono di Dio fatto agli uomini per renderli capaci di amare e di accogliersi gli uni gli altri e di costruire un mondo più giusto per tutti. In questo senso, potremmo dire che la categoria fraternità viene declinata in questo enciclica in modo direttamente cristologico" prosegue monsignor Forte.

 "Tutto il fondamento di ciò che Papa Francesco propone in questa enciclica è teologico e specificamente trinitario. Dunque, non è vero che siamo di fronte ad una visione soltanto mondana. È vero piuttosto che nella 'Fratelli Tutti' ci sono le conseguenze mondane di questa visione profondamente teologica e queste conseguenze si esprimono nell'idea di un cuore aperto al mondo, di un mondo più giusto, dove la dignità della persona sia valorizzata e posta al centro, di un mondo che dice no alla pena di morte, ritenuta dal Papa inammissibile, e dice no alla guerra".

Anche, per esempio, "la visione della politica che deve essere posta al servizio del vero bene comune, non è una visione meramente mondana. I temi fondamentali, per esempio quello del lavoro su cui Papa Francesco tanto insiste, ma anche i temi della giustizia e della pace, la condanna dei sistemi mondiali ingiusti, sono tutti temi che vengono illuminati dalla profondità della radice teologica cui il Papa si ispira. Da questo punto di vista – conclude l’arcivescovo -  l'enciclica è veramente un testo profondamente evangelico, profondamente cristiano".
 

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