Emergenza Covid 19, i medici del Sumai: "Non abbandoniamo i cronici e gli anziani"

Le proposte del sindacato unico di medicina ambulatoriale per il trattamento delle cronicità e delle patologie emergenti, dopo la sospensione delle attività ambulatoriali

Dopo la sospensione delle attività ambulatoriali non urgenti negli ospedali pubblici e privati abruzzesi - come da ordinanza dello scorso 9 marzo del presidente della giunta regionale - il Sumai (Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell'area sanitaria) chiede alle aziende sanitarie locali che gli specialisti, oltre a garantire le prestazioni stabilite nell’ordinanza, nell’orario di servizio restino a disposizione per effettuare consulti telefonici riguardanti le patologie di competenza specialistica ai pazienti che hanno visto l’annullamento delle prestazioni già prenotate, ai medici di assistenza primaria ed ai loro assistiti per patologie emergenti. 

Il problema del trattamento delle cronicità e delle patologie emergenti in questo periodo di sospensione delle attività ambulatoriali viene segnalato da Franco Longhi, segretario regionale e provinciale del Sumai, che ha inviato alla Asl provinciale una lettera.

“Il Sumai Chieti – spiega nella missiva  - rappresenta la disponibilità dei medici specialisti e psicologi ambulatoriali ad affrontare l’emergenza sanitaria derivante dal progredire della diffusione dei casi di Covid 19 nella nostra regione.

La scrivente segreteria provinciale sindacale propone, al fine di impedire o frenare la diffusione del contagio che aggraverebbe l’attuale stato di equilibrio precario dei presidi ospedalieri aziendali, di porre una prima barriera agli accessi inappropriati in Pronto Soccorso garantendo nell’orario di servizio svolto dagli ambulatoriali oltre alle prestazioni in classe U ed a quelle che comunque devono essere erogate ai sensi della ordinanza n° 3 del presidente della giunta regionale dell’Abruzzo, l’effettuazione di consulti telefonici per le patologie di competenza specialistica ai quei pazienti che hanno visto l’annullamento delle prestazioni già prenotate per il periodo di vigenza della summenzionata ordinanza ma anche ai medici di assistenza primaria ed ai loro assistiti per problematiche emergenti.

Quanto esposto è il contributo dei medici specialisti ambulatoriali al governo della situazione emergenziale che tutti stiamo vivendo”.

Una proposta lanciata a tutte le Asl della regione e che raccoglie l'allarme lanciato dalla segreteria nazionale del sindacato. "Non abbandoniamo i cronici e gli anziani: sono infatti queste due categorie a rischiare maggiormente di non avere cure appropriate in questo momento di emergenza. La decisione delle Regioni di chiudere poliambulatori pubblici, corretta per evitare i contagi, potrebbe avere ricadute drammatiche per questi pazienti. Quello che Sumai-FederAnziani chiedono è una nuova regolamentazione, suggerendo che siano gli specialisti, consultando le agende delle prenotazioni, a chiamare i pazienti ascoltando le loro necessità" dice Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof.

Anche per i medici specialisti abruzzesi soltanto utilizzando appieno la diffusione capillare delle strutture territoriali aziendali e le competenze specialistiche sarà possibile rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, evitando che si verifichino flussi degli stessi verso i pronto soccorso e gli ambulatori ospedalieri per patologie.

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L’invito rivolto dal dottor Longhi del Sumai al presidente Marsilio, all’assessore regionale Verì e ai direttori delle quattro Asl abruzzesi è quindi di “sostenere i principi del modello organizzativo proposto dal sindacato mettendo a disposizione i propri quadri sindacali per la predisposizione di un progetto, che evidentemente non potrebbe essere realizzato in caso di depotenziamento della attività specialistica nei distretti a fronte della completa disponibilità manifestata dagli specialisti”. 
 

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