Sabato, 24 Luglio 2021
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Edificio in ristrutturazione sulla spiaggia di Francavilla, il Wwf accusa: "Basta con le logiche del passato"

L'associazione lancia l'allarme sul rischio idrogeologico e chiede alla polemica di modificare la burocrazia per evitare nuove costruzioni sul litorale

Immagine di archivio

Un vecchio edificio in ristrutturazione sul lungomare sud di Francavilla al Mare fa infuriare il Wwf. I permessi sono tutti in regola, ma, contesta l'associazione ambientalista, sarebbero "basati sulla autorizzazione originale, vecchia di decenni".

"È proprio questo il problema - lamenta l'associazione - la burocrazia in Italia, nonostante quasi ogni governo abbia inutilmente promesso di riformarla, ha tempi biblici. Le situazioni invece evolvono in fretta. Viviamo in un’epoca segnata da evidenti cambiamenti climatici e questo, insieme alle caratteristiche geologiche del territorio, rende l’Italia un paese fragile. Più che mai sulle coste. Negli ultimi decenni il livello medio degli oceani è cresciuto di 3,4 millimetri l’anno, una accelerazione che tutti gli esperti giudicano allarmante e che, secondo le stime degli scienziati, avrà effetti gravissimi nel Mediterraneo, un mare chiuso, e ancor più nell’Adriatico. Secondo gli scenari elaborati dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, entro il 2100 l’attuale morfologia del territorio italiano sarà completamente stravolta a causa dell’allagamento di vaste aree di pianura costiera (addirittura fino a 5.500 kmq!) con conseguenze devastanti.  

"Non bisognerà aspettare fine secolo per verificare la fondatezza di questi studi - prosegue l'associazione - basta osservare già oggi l’arretramento generalizzato delle nostre spiagge a dispetto di scogliere artificiali e continui ripascimenti. Autorizzare nuove costruzioni in un momento come questo è una scelta assurda. Più che mai in Abruzzo, regione che sarà profondamente toccata dai cambiamenti in atto: negli scenari elaborati da Enea sono indicate, tra le aree costiere adriatiche a maggior rischio inondazione per l’innalzamento del mare, anche Martinsicuro, Pescara e Fossacesia. Qui gli effetti peggiori, ma sarà ovviamente l’intero litorale a risentirne. Eppure si continua a ignorare il problema. Fanno scuola in senso negativo il cantiere aperto a Francavilla e i due stabilimenti balneari progettati a pochi passi dalla battigia a Fossacesia. La salvaguardia della costa sembra lasciare indifferente la politica locale che non può in alcun modo trincerarsi dietro l’alibi di competenze che spettano ai funzionari: se le scelte le facessero davvero soltanto i dipendenti comunali non avrebbe più alcun senso eleggere e pagare sindaci e assessori". 

"Al di là dei singoli casi – dichiara la presidente del Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco - chiediamo alle amministrazioni comunali costiere tutte di prendere atto dei cambiamenti in atto e di ragionare in prospettiva futura, smettendola di seguire logiche del passato, quelle che hanno consentito dal dopoguerra e sino a pochi decenni or sono la devastante cementificazione di buona parte del litorale abruzzese di cui oggi paghiamo le conseguenze. Cambiare si può e chi è investito della gestione della cosa pubblica dovrebbe avere il dovere e la lungimirante capacità di farlo". 

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