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Vibrazioni e crolli dopo i lavori del 2020: i residenti di via Herio portano il caso in procura

Petizione di abitanti e gestori di attività commerciali per denunciare un disagio che dura da anni, nonostante le numerose segnalazioni agli enti competenti e un libro, pubblicato dall'ex presidente della Regione Pace, che invita al "monitoraggio costante del dissesto idrogeologico"

I lavori in via Asinio Herio

Una petizione inviata, tra gli altri, anche alla procura, per chiedere un sistema di monitoraggio e controllo del dissesto idrogeologico di Chieti, che venga individuata la causa di disagi patiti da anni e che si intraprendano interventi per il consolidamento della parte alta della città.

A firmarla sono residenti e gestori di attività commerciali di via Asinio Herio, che lamentano danni, vibrazioni al passaggio dei mezzi pesanti e perdite d'acqua. L'area, infatti, confina con quella dell'acquedotto comunale e più volte, negli anni, le cronache hanno raccontato le conseguenze dell'instabilità della strada. 

Uno scenario immortalato anche in un volume citato dai sottoscrittori della petizione, "Il dissesto idrogeologico della collina di Chieti", curato dall'ex presidente della Regione e parlamentare Giovanni Pace, con la collaborazione tecnica del professore dell'università d'Annunzio Leandro D'Alessandro. 

Ma andiamo con ordine. La segnalazione inviata al Comune, alla procura della Repubblica, alla presidenza della Regione, al sottosegretario regionale ai Lavori pubblici Umberto D’Annuntiis e al Genio civile, è l'ennesima che denuncia i problemi di via Herio e dintorni, noti alle istituzioni almeno dagli anni Ottanta. 

Secondo quanto lamentano i firmatari del documento, dopo i lavori di mitigazione del rischio idrogeologico terminati lo scorso settembre, "si sono rilevate più di prima, con preoccupante continuità, in contemporanea con il passaggio dei mezzi pesanti, forti vibrazioni, come già sottolineato nellae comunicazioni inviate al Comune, senza ottenere alcun effetto, se non risposte che appaiono evasive, inadeguate e non sempre corrette dei singoli e non dell’ente Comune".

A questo, si aggiunge il fatto che sempre lo scorso settembre, nella notte fra il 22 e il 23, è crollato un muro perimetrale, corrispondente al civico 8, che confina con l’area dell’acquedotto comunale, fra via Herio e via Saponari. L'ultimo di una lunga serie di problemi per cui i residenti hanno dovuto sborsare cifre notevoli, ma senza alcuna soluzione, perché i problemi si ripresentano sempre uguali.

E proprio al volume di Pace e D'Alessandro fa riferimento la segnalazione, citando tratti significativi della pubblicazione, che ripercorre, con articoli di stampa e documenti, la fragilità del Colle teatino. Fra le pagine, si evidenzia la mancata soluzione della "problematica della sicurezza territoriale per questa città", osservando che "restano da affrontare rilevanti criticità".

Il riferimento è al Progetto Chieti, con cui sul finire degli anni Novanta la Regione predisposte una serie di interventi per arginare il dissesto collinare. Ma, in via Herio, i lavori promessi non videro mai la fine. 

Oggi, anche sulla scia di quei documenti, i residenti di una delle strade più importanti del centro di Chieti chiedono "un sistema di monitoraggio e di controllo, che documenti in continuo il livello di sicurezza della città, così come prescritto anche da alcune ordinanze di protezione civile nazionale", che venga individuata la causa dell’aumento delle vibrazioni e adottati "i necessari urgenti interventi, dando seguito al consolidamento effettivo dell’area, come sottolineato nel Progetto Chieti, evitando altri danni e/o crolli". 

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