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I cani di proprietà possono entrare in canile, ma solo per gravi motivi: ecco il disciplinare

Il padrone del cane deve presentare una domanda specificando le ragioni della richiesta, che verranno soddisfatte in base a tre scale di priorità

Il Comune di Chieti corre ai ripari contro il sovraffollamento del canile rifugio Achille Bonincontro, che può ospitare 250 animali. Per questo, ha approvato un disciplinare relativo all'introduzione nella struttura dei cani di proprietà, ossia gli esemplari iscritti all'anagrafe canina del Comune (con un microchip che ne certifica il proprietario), sia nel caso in cui questi debbano essere ospitati temporaneamente, sia nel caso in cui vengan accalappiati. 

In base al Regolamento comunale per la tutela degli animali approvato dal consiglio comunale ad aprile 2015, infatti, qualora un proprietario sia impossibilitato a tenere con sé il proprio cane per gravi motivi, può chiedere al sindaco di ospitarlo in canile, non prima di aver trascorso un periodo di osservazione nel canile sanitario. 

Nella domanda, bisogna indicare le cause che impediscono la detenzione dell'animale, allegando il certificato di proprietà o di iscrizione all'anagrafe canina, la foto e il libretto sanitario. Una volta accertata la completezza della domanda e la disponibilità del canile a nuovi ingressi, comunica l'autorizzazione o il diniego. Nel caso in cui non vi sia disponibilità al momento della richiesta verrà redatta ed aggiornata una lista d’attesa che sarà utilizzata sulla base dei criteri di priorità. 

E, per dare la priorità ai casi in cui c'è reale impedimento nel tenere il cane, sono stati individuati gradi di priorità dall'ufficio Sanità del Comune, come illustrati di seguito. 

  • Priorità 1): Cane sequestrato/confiscato; cane di proprietà di una persona deceduta senza parenti/senza eredi; cane di persona sola anziana non più autosufficiente senza parenti; cane con aggressività non controllata “certificata”; cane morsicatore.

  • Priorità 2): Famiglie indigenti in condizioni oggettive di bisogno che hanno necessità di collocare il cane nella struttura comunale per le seguenti motivazioni: A) sfratto esecutivo, impossibilità a reperire alloggio idoneo anche per il cane; B) Allergia al pelo di cane di un familiare convivente manifestatasi dopo il possesso del cane (con impossibilità a detenere il cane in spazio idoneo nel cortile); C) Importanti motivi di salute di un familiare convivente che possono essere aggravati dalla convivenza con il cane (con impossibilità a detenere il cane in spazio idoneo nel cortile); D) Cane di proprietà di una persona deceduta con parenti indigenti non eredi che non se ne vogliono occupare; E) Cane di persona sola anziana non più autosufficiente con parenti (indigenti) che non se ne vogliono occupare; F) trasloco in alloggio insufficiente/con regolamento condominiale che vieta la detenzione di animali in condominio.

  • Priorità 3): Famiglie ancorché non indigenti che hanno necessità di collocare il cane in canile per le seguenti motivazioni: A) sfratto esecutivo e impossibilità a reperire alloggio idoneo anche per il cane; B) Allergia al pelo di cane di un familiare convivente manifestatasi dopo il possesso del cane (con impossibilità a detenere il cane in spazio idoneo nel cortile); C) Importanti motivi di salute di un familiare convivente che possono essere aggravati dalla convivenza con il cane (con impossibilità a detenere il cane in spazio idoneo nel cortile); D) Cane di proprietà di una persona deceduta con parenti non eredi che non se ne vogliono occupare; E) Cane di persona sola anziana non più autosufficiente con parenti che non se ne vogliono occupare.

Il contributo economico alle spese di mantenimento del cane non è dovuto per le rinunce con grado di priorità 1 e 2, mentre bisogna versare 300 euro l'anno per le rinunce con grado di priorità 3. 

Qualora si verificassero altre motivazioni inerenti la rinuncia del cane non incluse tra le priorità e l’animale venga preso in consegna nel canile rifugio, il proprietario è tenuto a versare la quota di 400 euro l’anno per il mantenimento.

I cani vaganti che vengono accolti in Canile saranno riconsegnati ai legittimi proprietari a fronte di un contributo di 30 euro, a titolo di rimborso spese forfettario, e 5 euro per ogni giorno di ricovero nella struttura, oltre a tutte le spese eventualmente sostenute per la microchippatura e per i trattamenti sanitari ritenuti indispensabili per la salute dell’animale, effettuati o da veterinari liberi professionisti o da veterinari della Asl.

Nel caso il proprietario rifiuti di pagare le spese di recupero e ricovero nel canile, l’amministrazione provvederà alla riscossione coattiva di quanto dovuto.

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