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Il Wwf denuncia: "C'è un progetto per ampliare la discarica di Chieti, ma la collettività non viene informata"

L'associazione chiede di partecipare alla fase istruttoria dopo la presentazione di un progetto per ampliare il deposito nell’area adiacente al Tmb della Deco, ora acquisita da Acea

Dopo aver siglato l'accordo per l’acquisizione del 65% di Deco, azienda specializzata nel settore rifiuti e gestore della discarica di Chieti, la società muti servizi Acea, che gestisce diversi impianti in Italia, ha presentato un progetto per ampliare il deposito nell’area adiacente l’impianto di trattamento meccanico biologico in città.

A renderlo noto è il Wwf Chieti-Pescara: “La richiesta è nella fase istruttoria - spiega in una nota - e riguarda l’ampliamento dell’impianto attraverso la creazione di un grande piazzale per il deposito delle cosiddette ecoballe, il combustibile solido secondario (css) derivato dalla lavorazione di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, destinate a cementifici e inceneritori. Questo piazzale (secondo i dati Arta per un perimetro di ca. 550 mq sufficienti a contenere materiali per circa 8.500 mc, pari più o meno a 4.900 tonnellate) dovrebbe essere realizzato in una zona attualmente prevista dal piano regolatore generale del Comune di Chieti a uso agricolo. Nel frattempo, con decreto del 30 settembre firmato dal ministro Cingolani, vengono assurdamente previsti finanziamenti per l’ammodernamento o la realizzazione di impianti destinati al trattamento dei rifiuti, mentre si dovrebbe puntare soltanto sulla loro riduzione”. 

Secondo il Wwf l’intera operazione si sta svolgendo nel più assoluto silenzio. “L’unica informazione nota – riferiscono - è quella del passaggio di quote, mentre sul richiesto ampliamento non è stata fornita alcuna notizia. Eppure stiamo parlando di un terreno con pendenze che l’Arta definisce ‘non trascurabili’, nei pressi del quale passa il tubo principale dell’acquedotto del Giardino che rifornisce di acqua potabile la città di Chieti e già attraversato dal tratturo magno”. 

Per questo motivo il Wwf Chieti-Pescara ha formalizzato la richiesta di partecipare alla conferenza dei servizi “che dovrà essere indetta, per evidenziare ogni possibile criticità ambientale e per portare in quella sede la voce della collettività”. 

“I cittadini – dichiara Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf Chieti-Pescara - dovrebbero sapere qual è la percentuale di differenziata oggi raggiunta da Chieti, dove va a finire il materiale raccolto, quanta parte residuale è destinata al trattamento meccanico biologico e/o alla discarica ma soprattutto dovrebbero sapere quanti rifiuti indifferenziati arrivano all’impianto teatino da altre città e quali sono queste città. D’accordo che in emergenza scattano necessariamente azioni di solidarietà ma nessuna emergenza può essere eterna”. 
 

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