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La lezione di Di Pietro: "Lottare sempre contro ingiustizie e illegalità"

Sala gremita al teatro “Tosti” di Ortona per il magistrato simbolo dell’inchiesta “Mani pulite”

Un invito a coltivare il seme della legalità è arrivato ieri a Ortona dall'ex magistrato Antonio Di Pietro che al teatro Tosti ha incontrato circa trecento studenti dell'Iis 'Acciaiuoli - Einaudi' di Ortona. L’incontro, intitolato “La storia nelle storie”, nell'ambito del progetto “Educare alla legalità”, ha visto l'uomo simbolo di 'Mani pulite' ripercorrere in due ore e mezza la propria storia personale, forse meno nota, di un cittadino comune che ha deciso di dedicare tutta la propria esistenza alla lotta alle ingiustizie e alla illegalità e che, ad un certo punto, è stata parte integrante di una delle più grandi inchieste giudiziarie che la Repubblica italiana ricordi.

"Se i giovani oggi hanno meno opportunità rispetto alle generazioni passate è solo da addebitare ai danni causati dalla classe politica della Prima Repubblica: non abbiamo più soldi - ha detto Di Pietro - per assumere più poliziotti o allargare le carceri, così come bandire concorsi per un numero di posti adeguati alle esigenze dei nostri giorni, perché attraverso le tante tasse che paghiamo copriamo a mala pena gli interessi dei debiti contratti allora … spesso mi viene data la colpa di aver distrutto un’intera classe politica, e di aver eliminato la Prima Repubblica nella quale, sempre secondo questi signori, si stava tanto bene, perché uomo della Cia, io che non so parlar bene nemmeno l’italiano figuriamoci se so una parola d’inglese e quindi come sarei potuto essere un uomo al servizio delle potenze straniere? La verità è che il nostro Paese era malato! Noi abbiamo fatto quello che fa un qualsiasi medico radiologo quando vai a fare i raggi per vedere se hai un tumore...noi abbiamo scoperto la malattia ed abbiamo cercato di debellarla, quindi, non siamo noi i responsabili di quella malattia".

Un uomo, Antonio Di Pietro, che secondo il sindaco di Ortona Leo Castiglione, intervenuto sul palco per i saluti di rito, "testimonia quotidianamente il proprio senso della legalità anche attraverso piccoli gesti come nel caso di specie, dove,< pur avendo ottenuto dalla nostra amministrazione il pass per poter parcheggiare la propria auto davanti al teatro Tosti, volontariamente e di propria tasca, ha preferito parcheggiare il mezzo in uno spazio pubblico a pagamento. Quanti, tra le personalità che conosciamo o di cui leggiamo, l’avrebbero fatto?".

L’ex magistrato, poi, guidato nel racconto dal metaverso attraverso un elaborato multimediale realizzato dalla V Servizi Socio Sanitari Ottici e incalzato dal moderatore, il professor Lorenzo Valloreja,si è lasciato sfuggire: "Ho visto delle vie intitolate a Bettino Craxi, statista ed esule … ebbene statista lo è stato certamente, non vi è dubbio e gli riconosco anche un certo coraggio nel aver ammesso e dichiarato, prima, in Parlamento e poi, in tribunale, che tutto il sistema politico italiano era corrotto, esule però no, perché tra esule e contumace c’è una bella differenza … altra cosa invece è stata la figura di Remo Gaspari che, come tutti i politici della Prima Repubblica, avrà avuto pure le sue colpe però a differenza degli altri non aveva i conti in Svizzera e ha riversato tutte le risorse possibili sul territorio".

"Questo Paese - ha aggiunto l'ex magistrato - non ha bisogno di riforme della giustizia, ha solo bisogno di più magistrati, più poliziotti, e di mantenere quegli strumenti, come le intercettazioni, per far si che l’attività investigativa possa essere utile, come in passato, per perseguire i colpevoli; nei miei confronti, da anni ormai, vi è un’opera di delegittimazione, ho subito 250 processi, ed essendo innocente, li ho vinti tutti. D’altronde un magistrato può essere fermato solo in due modi: o facendolo saltare per aria come è successo ad alcuni miei colleghi o facendolo arrestare da un altro magistrato".

La dirigente scolastica dell' 'Acciaiuoli - Einaudi' Angela Potenza ha quindi chiesto al dottor Di Pietro quali fossero state le reazioni all’interno del pool “Mani pulite” in merito alle sue dimissioni da magistrato e quali gli eventuali riequilibri all’interno dello stesso. Domanda alla quale Di Pietro ha preferito non rispondere. "La verità su questa vicenda - ha concluso - si verrà a sapere solo in futuro, cioè, dopo che io non ci sarò più".

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