Il Coronavirus mette il settore wedding in ginocchio: rischio stop per i matrimoni 2020

La wedding planner Quieti fa il punto della situazione: in tanti hanno già posticipato le nozze al 2021, ma non è detto che non perdano le caparre già impegnate

Impossibile sposarsi nel 2020? Sembrerebbe questa la scelta obbligata dei tanti futuri sposi che, anche in Abruzzo, avevano programmato le nozze per quest'anno. 

La pandemia e le inevitabili restrizioni che si dovranno seguire anche nella fase 2, per cui il Governo deve comunque ancora dare indicazioni, sembrano mettere a forte rischio celebrazioni religiose, matrimoni civili ma, soprattutto, le feste e i viaggi di nozze. Un colpo durissimo, quello inflitto dal Coronavirus al settore wedding, come ha spiegato all'Ansa la wedding planner pescarese Simonetta Quieti: "Un intero settore in ginocchio. In molti stanno rinviando al 2021: sarà l'anno dei matrimoni infrasettimanali e invernali". 

Così, il sogno di chi pianificava da tempo i fiori d'arancio per la bella stagione 2020 è destinato a slittare a tempi migliori, accontentandosi dei pochi giorni rimasti disponibili nel calendario di chiese e ristoranti, cercando di riuscire a incrociare la disponibilità di tutti i fornitori. 

Al di là del "sogno" svanito, il problema è in primis economico, come aggiunge Quieti: "È tutto l'indotto a essere in fortissima crisi: wedding planner, fotografi, operatori video, fioristi, musicisti, ristoranti e strutture che lavorano solo sui matrimoni, negozi di bomboniere, tipografie, negozi di abiti da sposa. È tutto fermo. La cosa che succederà è che verranno spostati tutti nel 2021, anno in cui ci saranno tantissimi matrimoni. Chi si doveva sposare nel 2020 lo farà l'anno prossimo, in un giorno infrasettimanale o in un periodo dell'anno in cui generalmente non ci si sposa, perché ovviamente la maggior parte delle date era già impegnata". 

"La difficoltà per gli sposi e per i wedding planner - aggiunge l'esperta - al momento è quella di riuscire a trovare una nuova data in cui tutti i fornitori sono disponibili. Il nostro lavoro, attualmente, è proprio quello di cercare di raccordare tutte le figure coinvolte. La situazione, però, è difficile. Ci sono fotografi che hanno chiuso la partita Iva e non sanno se la riapriranno, fioriste che si vedono costrette a chiudere. Io cerco di rassicurare gli sposi, ma c'è il rischio concreto che in alcuni casi si perdano i soldi già anticipati". 

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"Qualcuno che doveva sposarsi tra maggio e giugno sta provando a spostare a settembre o a ottobre, ma io sono convinta che di fare matrimoni tradizionali per ora non se ne parli, perché un banchetto, così come lo conosciamo, con centinaia di persone, è di fatto un assembramento. Non manca chi decide di sposarsi comunque, ma sostanzialmente in forma privata. È un settore completamente in ginocchio - conclude Simonetta Quieti - lavoriamo senza alcuna certezza". 

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