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Covid-19, crescono i positivi nelle scuole della provincia di Chieti: 154 i casi

Prescritti 750 tamponi nell'ultima settimana da parte del Dipartimento Prevenzione. I dati della Asl: ci sono anche due ottantenni non vaccinati nel reparto di Malattie Infettive

Crescono i contagi tra la popolazione scolastica in provincia di Chieti, motivo per cui la Asl ha esteso l’apertura dei drive in così da far fronte alla maggiore richiesta di tamponi.

Si tratta di un provvedimento finalizzato ad agevolare l’attività di testing. Nelle scuole, fa sapere la Asl, attualmente i casi attivi tra 0 e 18 anni sono 154, che hanno determinato la scorsa settimana la prescrizione di 750 tamponi da parte del Dipartimento Prevenzione, diretto da Giuseppe Torzi.

"Attualmente - chiarisce la Asl Lanciano Vasto Chieti - a fronte di un caso positivo in ambito scolastico, le persone che ne sono state a contatto nelle 48 ore precedenti l’accertamento vengono sottoposte a un doppio tampone, il primo subito e il secondo 5 giorni dopo. La continuità delle lezioni viene ripristinata già all’esito negativo del primo tampone e a sanificazione degli ambienti avvenuta".

Crescono in maniera lenta ma costante i ricoveri ospedalieri in area medica: oggi si registra l’ingresso di due ottantenni di Chieti nel reparto di Malattie Infettive del “SS. Annunziata”. I due anziani, come sottolinea la Asl, non sono vaccinati e il direttore generale Thomas Schael commenta il fatto riportando in primo piano il rischio elevato che corrono le persone, specialmente anziane, che non hanno ricevuto alcuna dose.

"Dopo tutte le iniziative portate avanti a supporto della campagna vaccinale e con due hub vaccinali aperti nel capoluogo - commenta - non posso fare a meno di chiedermi il perché e come sia potuto accadere visto che siamo riusciti in tutto il territorio a dare una copertura altissima con il  vaccino agli over 80. Al di là, ora, della necessità assoluta di ricevere la terza dose per tutti gli ultra 40enni, è di importanza vitale che i non vaccinati si decidano, perché non c’è più tempo da perdere. E i contagi in aumento anche nel nostro territorio ci dicono con chiarezza che la quarta ondata è dietro l’angolo, e dobbiamo attivarci per contrastarla, anche con il contributo irrinunciabile dei medici di medicina generale”.

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