Covid 19, l’appello dei medici: “Più personale e risorse ai servizi sanitari sul territorio”

La Fismu si rivolge al ministro Speranza: serve un new deal del sistema sanitario nazioale. E per la medicina scolastica e la prevenzione chiede 10.000 assunzioni ora

La Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti- Fismu chiede a gran voce una riorganizzazione della sanità pubblica e apre un confronto urgente con il ministro del Salute, Roberto Speranza e con il Parlamento, ma anche con i presidenti delle Regioni e e altre organizzazioni sindacali. 

A riferire i vari passaggi è la Fismu Abruzzo, che parla di assunzione immediata di giovani medici, ora precari, oltre 10.000 (tra questi i cosiddetti camici grigi) per potenziare il territorio, per le vaccinazioni, la prevenzione, l’epidemiologia, e per la medicina scolastica “che  non dovrà avere una funzione sostitutiva degli attuali ambulatori di pediatria, ma complementare”. 

Per il segretario regionale Massimo Calisi “oggi più che mai serve una riorganizzazione, anzi una rivoluzione delle cure primarie, una nuova medicina generale (di famiglia) e di continuità assistenziale h24 (in sicurezza e con strutture adeguate), con ambulatori moderni e attrezzati (telemedicina e diagnostica di primo livello, ma da non confondere con il ruolo degli specialisti), quindi implementare le medicine di gruppo, UCCP, AFT, Case della Salute, anche applicando finalmente, e in modo omogeneo, su tutto il territorio il Fascicolo elettronico e la Cartella digitale; e così mettere in rete tutti i servizi, dalla specialistica ambulatoriale, agli ospedali, fino all’emergenza/urgenza. In questo ultimo settore è urgente approvare una riforma che preveda tra le altre così il passaggio a dipendenza di tutto il personale medico del 118. Quindi - continua - serve iniettare energia e risorse negli ospedali, basta blocco del turn over, precariato, marginalizzazione del ruolo medico nel governo delle strutture. Si deve valorizzare e dare ristoro ai professionisti che operano nelle sale operatorie, nelle corsie, nell’unita di cure intensive e nei Pronto Soccorso”.

Un altro tassello su cui la Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti insiste è sulla riforma della formazione sia specialistica che di medicina generale “sottraendola ai ‘baronati’ universitari, e anche sindacali, ed equiparando tutte le borse anche sotto il profilo economico e delle tutele e prevedendo i percorsi di formazione-lavoro anche fuori dal circuito post universitari”.

Infine, si chiede di superare l’attuale frammentazione dei contratti di lavoro, tra dipendenti e parasubordinati del SSN, prevedendo un ‘contratto unico’ dei medici. “È il momento di cambiare - conclude il segretario regionale Massimo Calisi - la mutata domanda di salute lo impone, l’invecchiamento della popolazione, la gestione della cronicità, della fragilità, la globalizzazione e le sfide delle epidemia, sono temi della nuova agenda politica del Paese. Si usino i fondi europei, Mes e Recovery Fund, per avviare finalmente un “new deal” per la nostra sanità: ne ha urgente bisogno”. 

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