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Venerdì, 27 Gennaio 2023
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Corriere morto sul lavoro, il sindacato di base: "Non è accettabile, la politica agisca"

Il sindacato di base interviene dopo la notizia della morte di Franco D’Alessandro. Il senatore del Pd, Michele Fina esprime il suo cordoglio

"Morire lavorando non è più una notizia in Italia, già oltre 1000 morti quest’anno, e l’Usb non ritiene che siano frutto della cattiva sorte ma una conseguenza di controlli preventivi assenti, un sistema di lavoro basato su ritmi frenetici ed una legislazione inadeguata alla gravità della situazione che si reitera di anno in anno senza che la politica intervenga con decisione e fermezza".

Il sindacato di base interviene dopo la notizia della morte di Franco D’Alessandro, corriere di 41 anni pescarese che ieri è finito fuori strada con il proprio furgone di servizio e nel tentativo di liberare il mezzo dal fango ha accusato un malore ed è morto.

"Il 2 dicembre - dicono dal sindacato - in occasione dello sciopero generale proclamato dall’Usb, abbiamo manifestato a Pescara anche sul tema della sicurezza. Avevamo inviato a tutti i gruppi consiliari una lettera con delle nostre proposte sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro per mettere un freno ad una strage inaccettabile. In quell’occasione I gruppi dei consiglieri regionali del M5S e del PD hanno ritenuto opportuno incontrare una nostra delegazione per approfondire i temi sottoposti e abbiamo chiesto loro di portare le nostre istanze all’interno delle istituzioni regionali e che tutto l’arco politico si impegni innanzitutto per potenziare fortemente gli organi di controlli (Spsal) oltre ad avviare una riforma strutturale degli stessi, per far pressione sulla politica nazionale per introdurre finalmente il reato di omicidio sul lavoro, per istituire una commissione regionale permanente per il monitoraggio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, e altri interventi necessari che abbiamo segnalato".

"Per la politica non è più tempo di tergiversare e rifugiarsi in frasi di circostanza quando accadono tragedie simili, non è normale morire. E’ urgente affrontare anche il tema dei ritmi e carichi di lavoro che aumentano il rischio di incidenti e quello della logistica è un settore molto sensibile a tutto ciò, e noi pensiamo che si sia superato il limite perché troviamo assolutamente non prioritario consegnare prodotti di secondaria necessità anche nei giorni festivi e alla domenica. La morte di Franco D’Alessandro, come quella di tutte le vittime sul lavoro, non deve rimanere una notizia giornalistica che finisce nel dimenticatoio tra alcuni giorni, la politica deve comprendere che il tempo è scaduto e servono fatti concreti".   

Sulla tragica morte è intervenuto anche il senatore Michele Fina, segretario del Partito Democratico abruzzese.

“La morte sul lavoro di Franco D’Alessandro, sul lavoro, ci addolora e ci costerna, anche per come è avvenuta. Franco, corriere di Amazon, è morto in solitudine, in una località isolata del comune di Ortona, stando alle ricostruzioni tentando di liberare il furgone bloccato”. Fina prosegue: “La comunità del Pd Abruzzo esprime cordoglio alla famiglia e ai cari di Franco. La tragica vicenda in cui è rimasto vittima ci deve una volta di più spronare a spendere il massimo impegno per la prevenzione e la sicurezza nel lavoro. Vale anche per il mestiere di corriere, sempre più diffuso, e l’attenzione, in particolar modo in questo caso, riguarda l’accezione ampia delle condizioni di lavoro”.

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