Coronavirus, Par Abruzzo sulla fase 2: "Preoccupati per incertezze sulla scuola"

L'associazione Par (Patto per l'Abruzzo resiliente) ha inviato una lettera al ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, per esprimere perplessità sulle modalità di riapertura dell'anno scolastico

L'associazione Patto per l'Abruzzo resiliente (Par) per la sicurezza delle scuole e del territorio ha inviato una lettera al ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, a proposito della riapertura dell'anno scolastico "con modalità ancora da definire e una probabile prosecuzione della didattica online con possibilità di turnazioni a piccoli gruppi per la frequenza in aula". 

Nella lettera viene sottolineato il "grande sgomento tra i genitori per l'eccessiva approssimazione che si pone in una fase così delicata per tutto ciò che riguarda il mondo della scuola". In particolare si descrive una situazione di "inadeguatezza delle strutture scolastiche nel rispetto delle norme per la sicurezza dei lavoratori della scuola e degli studenti", sottolineando che l'utilizzo di spazi "alternativi, come corridoi e cortili, rappresenterebbe un caos totale".

I problemi si ripercuotono anche sulla didattica e lo sviluppo psicofisico ed emotivo degli studenti, la didattica a distanza "è stata una soluzione avviata in situazione di emergenza, pertanto le famiglie sono state obbligate ad accettarla, come soluzione emergenziale e di breve durata, ma ogni fascia di età è colpita in malo modo da questa imposizione per diversi aspetti. Primo fra tutti - sostiene Par - gravemente violato per ogni studente, dai 5 ai 19 anni, il diritto alla disconnessione".

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Infine Par definisce un "dramma" quello dei ragazzi disabili, "totalmente non considerati" e dice "no agli schermi, alla iper connessione di studenti e docenti, all'anarchia didattica, soluzione sbrigativa che non considera le necessità degli studenti", ma propone "strutture di emergenza come tendoni, utilizzo di locali in disuso, lezioni all'aperto con strutture mobili di semplice montaggio, nei luoghi e zone dove si presenti possibile, brevi lezioni in formato video da fruire non in diretta, linee guida nazionali o regionali per regolamentare la scuola che sia inclusiva per tutti e che torni ad essere un luogo fisico di condivisione e crescita".

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