A rischio la riapertura dei locali, i proprietari: "In queste condizioni non possiamo far ripartire le attività"

I titolari di Chartago, DoppioZero e Sprecacè, ci parlano dell'immediato futuro delle attività in previsione della possibile ripartenza tra un mese

Preoccupa la situazione dei locali di ristorazione dopo il lockdown sancito in Abruzzo l’8 marzo scorso per l’emergenza coronavirus. La cosiddetta fase 2, che dovrebbe partire il 4 maggio, secondo le prime sommarie informazioni renderebbe possibile uscire da casa e spostarsi solamente all’interno della regione di residenza e l'apertura di alcune attività.

Per quanto riguarda bar e ristoranti, una delle ipotesi è la ripartenza nella seconda metà di maggio. Eccezioni saranno consentite anche prima per la vendita da asporto che si aggiungerebbe alle consegne a domicilio, già permesse.

L’ufficialità per quanto riguarda le nuove disposizioni dovrebbe arrivare a giorni, nel frattempo abbiamo chiesto ai titolari di tre giovani locali teatini come si stanno preparando le attività del centro storico di Chieti a una possibile ripresa delle attività a maggio.

Niki Sprecacenere - Sprecacè

“Si parla di ‘fase 2’ ma per chi come noi ha un’attività la vera emergenza inizierà proprio allora - dice il titolare di Sprecacè, Niki Sprecacenere - i locali come i nostri non usciranno dall’emergenza perché con le restrizioni paventate, la clientela verrebbe decimata: oltre alle spese aggiuntive come quelle per la sanificazione, c'è anche un discorso sul senso stesso di recarsi in un locale. La funzione ricreativa e di svago non può esistere - spiega ancora - in un posto nel quale si ha paura per un colpo di tosse. Lo spirito ne uscirebbe stravolto".

Niki Sprecacenere-3

A preoccupare il titolare del locale è proprio il futuro. "Il giorno in cui ci diranno che potremo riaprire, ma con restrizioni: senza incassi andiamo a sbattere contro un muro. A questo punto mi auguro che anche il Comune faccia la sua parte, nel limite del possibile: abbiamo avviato dei contatti con il sindaco a cui abbiamo chiesto l’annullamento della Tari e della tassa di occupazione del suolo pubblico che ci permetterebbe di svolgere qualche attività in estate. Da questa  situazione si esce tutti insieme altrimenti sarà la fine definitiva per questa città".

Alessandro Ciccone - DoppioZero

"Avevamo pensato di chiudere del tutto, ma dopo l'8 marzo i tanti messaggi dei nostri clienti ci hanno convinti a lanciare il servizio di consegna a domicilio. Prima solo nel weekend poi, dalla prossima settimana, lo faremo tutti i giorni". Questa l'esperienza del titolare della pizzeria DoppioZero  Alessandro Ciccone, che sul futuro immediato ha le idee chiare. "Non ha senso per quanto mi riguarda riaprire il locale al pubblico fino a quando non sarà tutto finito: non siamo nelle condizioni di poter aprire per 4-6 persone in un locale di 90 mq con tutte le restrizioni che sembrano ci dovranno essere in questa fase 2. L’augurio è ripartire come prima verso la fine dell’anno, fino ad allora proseguiremo solo con le consegne a domicilio”.

Alessandro Ciccone-2

La speranza è che arrivi il sostegno da parte delle istituzioni. "Speriamo nell’aiuto del Comune e da parte dello Stato anche se, nel momento in cui ci dovessero l'ok per riaprire a maggio, il sostegno economico terminerà e non so quanti saranno in grado di riprendere a lavorare”.

Davide Nanni - Chartago

"Non si sa come e quando ripartiremo, le prospettive sono quelle di riaprire nel miglior modo possibile con le condizioni giuste altrimenti il gioco non vale la candela". Davide Nanni di Chartago indica nelle troppe restrizioni previste la difficoltà di tornare a lavorare. "Conosciamo tutti quale sia lo sforzo per mantenere un‘attività in una città come Chieti - dice Nanni - i piccoli locali non possono arrivare a fine mese in questo modo. Per restare in vita bisognerebbe garantire i 600 euro mensili erogati dal Governo da usare come incentivo a riprendere l’attività nonostante la clientela decimata, visto che le spese rimangono le stesse ma con circa il 70% della clientela in meno".

Davide Nanni-2

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Al Comune il titolare di Chartago chiede di "fare il possibile, soprattutto perché Chieti senza di noi fatico a immaginarla in un' ottica di uno sviluppo turistico, tenendo contro dalle già gravi che carenze esistenti oggi. Questa situazione colpirà tutti, le grandi attività forse diminuiranno il servizio per restare in vita ma saranno costrette a tagliare il personale. Questo aumenterà a dismisura il numero dei disoccupati”.

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