Coronavirus, nuova stretta annunciata da Conte: chiuse tutte le attività non strategiche

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato la chiusura di tutte le attività non strategiche nella tarda serata di oggi, sabato 21 marzo

Nuova stretta in tutta Italia per cercare di arginare la diffusione del Covid-19 (Coronavirus).
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato la chiusura di tutte le attività non strategiche nella tarda serata di oggi, sabato 21 marzo.

Il governo dunque recepisce le richieste pervenute da parte delle Regioni, in primis dalla Lombardia, i sindacati e l'opposizione con le quali si chiedeva una stretta ancora maggiore con la chiusura di tutte le fabbriche e le industrie non strategiche.

Ovvero resteranno aperte e funzionante solo le imprese necessarie, principalmente quelle della filiera agroalimentare grazie alle quali non mancheranno i rifornimenti di generi di prima necessità nei supermercati e nei negozi.
In serata anche il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, aveva annunciato di avere pronta un'ordinanza per la chiusura di tutte le attività non strategiche che sarebbe stata emanata qualora non ci avesse pensato il governo.

Questo quanto detto dal premier:

"Dobbiamo continuare a rispettare queste misure, lo so, sono severe ma non abbiamo alternative. Dobbiamo resistere perché solo così riusciremo a tutelare noi stessi e chi ci sta vicino. Piangiamo ogni giorno morti e questo fa male a tutti noi. Ma pensiamo a chi sta peggio di noi in questo momento, come medici, infermieri, forze dell'ordine. Abbiamo deciso di compiere un altro passo quello di chiudere ogni attività produttiva non essenziale in tutto il territorio nazionale. Abbiamo stilato la lista delle attività utili escludendo tutte le altre. Non c'è nessuna restrizione all'apertura dei supermercati, resteranno aperte farmacie, parafarmacie, banche, Poste, trasporti pubblici, servizi assicurativi. Consentiremo solo il lavoro in smart working, non fermiamo il motore produttivo del Paese ma lo rallentiamo. E' una decisione che si rende necessaria per contenere l'epidemia che si sta trasformando in un'emergenza economica".

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