Coronavirus: basso rischio in provincia di Chieti, ma le postazioni per i test restano aperte per due settimane

Quasi 3 mila i sierologici eseguiti sul personale scolastico, 1.300 i tamponi sui "vacanzieri": i risultati positivi sono stati 27 e 7

"La provincia di Chieti non è tra quelle ad alto rischio virologico". La rassicurazione arriva dalla Asl Lanciano Vasto Chieti, dopo l'analisi dei primi dati emersi dai tamponi effettuati dalle postazioni drive in e dai test sierologici sul personale scolastico. 

L'azienda sanitaria ha deciso di mantenere la possibilità di sottoporsi a tampone negli ospedali di Atessa e Ortona fino al 23 settembre: vi si possono rivolgere tutti coloro che sono rientrati dai Paesi a rischio o da fuori regione.

"Speriamo che arrivino i non virtuosi, i vacanzieri di ritorno che non hanno rispettato le regole", dice il direttore Thomas Schael.

"Confortano i primi report sulle attività di prevenzione svolte, sia in merito alla partecipazione sia all'esito dei test - aggiunge - in una settimana sono stati eseguiti 2.730 test sierologici sul personale della scuola, di cui 27 risultati positivi, mentre ai drive-in sono stati effettuati 1.335 tamponi. In generale i casi positivi identificati di persone in rientro in provincia di Chieti sono 7 e 10 i migranti ospitati nei centri di accoglienza, con un'età media delle persone testate di 37 anni. Dati sicuramente incoraggianti, che non devono però farci abbassare la guardia".

"Per questo - dice - andiamo avanti con l’intento di garantire soprattutto un margine di sicurezza al mondo della scuola per la ripresa delle lezioni, chiedendo a tutto il personale, docente e non, di sottoporsi al test sierologico, che è possibile fare fino al 17 settembre attraverso il proprio medico di medicina generale o il distretto sanitario di appartenenza. Ma mi rivolgo soprattutto ai ragazzi, i quali magari approfittano di questi ultimi giorni per scampoli di vacanza fuori regione: vadano a fare il tampone in uno dei nostri drive-in, che rappresentano un'opportunità per mettere al sicuro la loro salute e quella delle persone vicine, con una modalità agile e nella più totale riservatezza. Mi appello, perciò, a quanti hanno trascorso anche solo qualche giorno fuori regione a recarsi a Ortona o Atessa per sottoporsi al test, ma anche alle persone che hanno frequentato luoghi o locali affollati, partecipato a feste, cerimonie, uscite in gruppo e, più in generale, a quanti hanno avuto comportamenti a rischio".

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