L'allarme della dottoressa: "Restate a casa, tra poco ci sarà il picco delle infezioni"

Tramite il consigliere di Francavilla Sarchese, il medico mette in guardia: "Non andate a passeggiare, il Coronavirus colpisce anche i giovani, soprattutto maschi"

Una sua conoscente, medico in un ospedale abruzzese, gli ha chiesto di invitare coloro che ancora non lo hanno capito, di restare a casa, per contenere la diffusione del Coronavirus. E Livio Sarchese, consigliere comunale del Movimento 5 stelle a Francavilla al Mare, ha deciso di usare la sua visibilità per fare da megafono a un messaggio quantomai importante. 

Ormai da giorni, istituzioni, professionisti sanitari e personaggi in vista spiegano che l'unico modo per fermare la catena del contagio è restare a casa, seguendo alla lettera le prescrizioni dei medici. E ora, al coro del "Restate a casa" si unisce anche questa dottoressa, tramite il consigliere pentastellato, precisando che le persone "devono restare a casa, non possono andare in bicicletta, o a passeggio o a correre o a portare il cane in due tre persone sul lungomare o sulla pista ciclabile o lungo viale Alcione. Non ci sono controlli, non c’è un vigile o una pattuglia di carabinieri o di polizia che prende provvedimenti. Da medico sono molto preoccupata perché la gente non capisce che la situazione è veramente grave e seria e che tra breve avremo un picco notevole di infezioni".

Stando a quanto racconta la professonista, "(l'ospedale di) Pescara è al collasso e a Chieti stanno aprendo nuovi reparti perché le Malattie infettive e la Terapia intensiva sono pieni. Si parla di riattivare anche Atessa per la rianimazione. Scusa lo sfogo ma c’è bisogno che qualcuno faccia capire alla nostra cittadinanza che tutti corriamo un serio pericolo! A che serve chiamare i carabinieri, i vigili...bisogno utilizzare altri canali per far capire alla gente che il problema è serio, che non si ammalano solo gli anziani, ma anche le persone giovani, soprattutto i maschi".

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"È una polmonite devastante - spiega - che crea insufficienza respiratoria. Ogni giorno sono costretta ad uscire da casa per andare a lavorare e mi sento in colpa verso la mia famiglia perché non so mai cosa posso riportare a casa. Ma ho una missione nella vita e non posso non seguirla. Le amministrazioni devono assolutamente insistere con la popolazione altrimenti non ne vediamo fuori. Da quasi un mese la Lombardia è zona rossa e non riescono ad abbassare il numero dei contagi perché comunque molti non hanno capito questa restrizione".

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