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Mancata convocazione comitato ristretto sindaci, Ferrara: "Da due mesi è in prorogatio, la Asl ci supporti"

Il sindaco di Chieti interviene sul comitato ristretto dei sindaci Asl: “L’organismo decaduto non può più stare in prorogatio. La Asl deve agevolare la convocazione come da regolamento”

“È necessario che il Comitato ristretto dei sindaci torni a riunirsi, il vertice è decaduto da due mesi con le elezioni ed è impensabile che il nostro comprensorio resti privo di un organo così importante per gli enti locali e per la Asl, solo perché la dirigenza generale non assicura il supporto dovuto a causa del Covid”, a dirlo è il sindaco di Chieti Diego Ferrara dopo le sollecitazioni alla direzione generale.

"Ma - come spiega il sindaco - la Asl deve fornire solo funzioni di segreteria al Comitato, che può comunque essere convocato dalla città presidente, ma non lo fa per via della pandemia, anzi, ci impone un regime di prorogatio, senza condividere con il territorio la possibilità di una diversa via. L’auspicio è che si arrivi a una soluzione, visto che sì, l’emergenza c’è, ma c’è anche il modo di fare le leggi, di portare avanti l’attività amministrativa a tutti i livelli, come sta accadendo ovunque in questo momento".

Una convocazione che acquista importanza maggiore anche in funzione dello screening antigenico di massa, nonché ai fini del vaccino anti covid che è ormai imminente.

"Prorogare oltre non è pensabile - chiude Ferrara - perché, sebbene il Comitato abbia funzioni di indirizzo politico-amministrativo verso la Asl, c’è una non trascurabile questione di legittimità: ricostituire il Comitato e il suo vertice, decaduto con la fine del mandato sindacale precedente, serve a evitare anche che il regime di prorogatio possa provocare la nullità degli atti eventualmente posti in essere. Queste ragioni sono state già tutte sottoposte alla Asl in una missiva del 4 ottobre da parte dei sindaci, a cui il direttore generale ha risposto il 18 ottobre, dando però come unica possibilità la proroga. A seguire abbiamo scritto anche noi, come città che ha di diritto la presidenza, invitando la dirigenza a procedere secondo le direttive regolamentari e normative, dichiarandoci pronti a farlo noi se non ci supporteranno o se non avremo risposta, perché qui non si tratta della rivendicazione di un “potere” territoriale, ma di un diritto sancito, che Chieti come capoluogo e città maggiore della provincia non può vedersi sospeso sine die e con il periodo sensibile che ci aspetta dal punto di vista sanitario”.

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