"Congedi straordinari per i caregiver o mettiamo in pericolo i nostri cari": la richiesta di Progetto Noemi

La lettera del presidente Sciarretta per denunciare la difficile situazione che vivono le famiglie con una persona affetta da patologia cronica, a rischio maggiore per il Coronavirus

Una lettera inviata a senatori e deputati abruzzesi per denunciare la pesante situazione che stanno vivendo i "caregiver familiari”, ossia i genitori che prestano costantemente assistenza ai propri cari gravemente malati, gestendo vere e proprie "ospedalizzazioni domiciliari". A firmarla Andrea Sciarretta, presidente della onlus Progetto Noemi e papà della bimba di Guardiagrele affetta da Sma1, che ormai da anni si fa portavoce della categoria e dei problemi che, ancora di più in questo periodo complicato, affrontano queste famiglie. 

Famiglie, come spiega lo stesso Sciarretta, "prive di qualsiasi tutela che continuano, anche questa volta, a contare esclusivamente sulle proprie forze". Per questo, invoca interventi urgenti che tutelino la categoria, la quale rischia di essere schiacciata dal carico assistenziale. 

La missiva è stata inviata anche al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro della Salute Roberto Speranza e al vice Pierpaolo Sileri, al ministro della Famiglia Elena Bonetti, al ministro delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo. 

Nella lettera, Sciarretta racconta alla perfezione quale situazione vivano le famiglie di persone affette da "patologie croniche gravissime,che presentano gravi problemi nutrizionali (alimentati solo tramite Peg), ventilati meccanicamente con necessità di aspirazione periodica dei secreti ed utilizzo di ausili particolari, come la macchina della tosse, monitoraggio delle funzioni cardiovascolari H24".

In condizioni normali, le famiglie sono affiancate da un'assistenza riabilitativa domiciliare, che negli ultimi due mesi è stata ovviamente sospesa per ragioni di sicurezza. "Da ciò - racconta il presidente di Progetto Noemi - ne è conseguito, purtroppo, un aumento del carico assistenziale. Come possiamo vedere, una 'categoria' che vive la fragilità nella fragilità".

Ma i caregiver familiari non sono stati agevolati dal decreto Cura Italia, che ha incrementato di 12 giorni di permesso, rispetto ai 3 normalmente previsti dalla legge 104, per assistere i loro cari. Ma, proprio per evitare di rappresentare un rischio per il familiare che assistono, i caregiver sono costretti ad astenersi dal lavoro: "Ed è facilmente prevedibile - aggiunge Sciarretta - che l'intervento previsto risulti dal punto di vista economico ed assistenziale totalmente inefficace. Immaginiamo, poi, sfortuna nella sventura, che un Caregiver contragga il Covid 19. Il primo intervento conseguente sarebbe il suo isolamento totale con l'allontanamento immediato dal proprio caro che troverebbe quindi, unica risposta assistenziale esclusivamente in struttura ospedaliera. Ora, se moltiplichiamo questo dato per il numero di tutti i pazienti con fragilità, assistite a domicilio, ne conseguirebbe un carico ospedaliero tale da determinare il default del sistema sanitario ospedaliero immediato".

Ecco allora che Progetto Noemi onlus chiede, con urgenza, "piani straordinari di tutela, per i soggetti che prestano assistenza 'vitale' domiciliare. Doversi recare a lavoro con la possibilità di entrare a contatto con altre persone infette, espone a rischio i lavoratori stessi ed i loro cari; gli stessi, in ragione del loro stato di salute fortemente debilitato, non riuscirebbero a superare un’eventuale patologia polmonare da Covid 19".

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E i caregiver abruzzesi hanno anche una soluzione da sottoporre a chi di competenza, ossia "poter usufruire del congedo straordinario dell’Inps, da modulare caso per caso, che permetterebbe ai caregivers di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di due anni; inoltre, per i soggetti beneficiari del permesso della legge 104, il periodo trascorso di assenza dal lavoro non dovrebbe essere computato come giorni di congedo, per non privare i beneficiari di un mese prezioso, e che verrebbe così sottratto all’assistenza dei propri cari. È una situazione di emergenza straordinaria quella che stiamo vivendo, e come tale necessita di misure altrettanto straordinarie per riuscire a far fronte alle molteplici esigenze che i cittadini stanno vivendo, i caregiver in primis, già gravati altresì dal carico assistenziale domiciliare dei propri 'fragili' familiari".

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