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Sulle concessioni balneari il comitato Popolo produttivo attacca: "Pronti a citare in giudizio i dirigenti comunali"

Il comitato contesta Bolkestein e direttive europee, secondo le quali le concessioni demaniali vanno assegnate attraverso bandi pubblici

“È finita l’era di chi agisce contro le leggi dello Stato”. Il portavoce nazionale del comitato Popolo produttivo, Claudio Maurelli "a difesa dei balneari e punti di ormeggio" sulla questione delle concessioni demaniali assegnate attraverso bandi pubblici. 

"Vorremmo ricordare ai dirigenti comunali abruzzesi - dice il portavoce - che lo Stato ha delegato la Regione e i Comuni nella sola gestione, non la proprietà, delle aree cittadine. Di conseguenza, sapendo che esiste una legge dello Stato in vigore, sarebbe incomprensibile assumersi dei rischi di firmare delle aste e mandare sul lastrico le famiglie dell’Abruzzo dal 1 gennaio 2024.

Il funzionario comunale, giurando fedeltà alla repubblica ed alle sue leggi, qualora violasse le leggi, si assumerebbe, procedendo alle aste, le responsabilità di un illegittimo affidamento a soggetti terzi costituendo conseguenti palesi rischi, di un possibile danno erariale e un danno temuto milionario verso le famiglie".

Il Popolo Produttivo è pronto a "citare in giudizio ordinario direttamente i dirigenti comunali, che andrebbero a generare la grave perdita economica delle famiglie, la cui competenza giuridica spetta alla Corte dei Conti. Seguirà diffida formale ai dirigenti comunali costieri abruzzesi. Siete avvisati”.

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