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Inchiesta cimitero di Francavilla, i legali dei gestori: "Spettacolarizzazione mediatica della vicenda"

Gli avvocati di Franco Antonio De Francesco della De Francesco Costruzioni srl chiariscono alcuni aspetti della vicenda riguardanti l'inchiesta della Procura della Repubblica di Chieti

Gli avvocati Giuseppe De Cinque e Domenico Di Berardino, procuratori dell'amministratore unico e legale rappresentante di Franco Antonio De Francesco della De Francesco Costruzioni srl, intervengono riguardo ai vari articoli dedicati negli ultimi giorni all’indagine della Procura della Repubblica di Chieti circa presunte irregolarità nel comprensorio del cimitero di Francavilla al Mare.
«Nel profondo rispetto della riservatezza che caratterizza la fase delle indagini preliminari», scrivono i legali, «tanto dal lato indagati quanto da quello inquirenti, si intende innanzitutto arginare l’emorragia di informazioni parziali, inesatte o per la gran parte totalmente errate, di certo gravemente diffamatorie, che è seguita alla spettacolarizzazione mediatica della vicenda ed a dichiarazioni avventate di alcuni esponenti politici locali».

Poi gli De Cinque e Di Berardino proseguono: «A fronte di eventuali responsabilità ancora tutte da acclarare, sin dalla lettura dei primi contributi in argomento pubblicati sui quotidiani e sulle testate online, si è evidenziata un’aperta critica dell’operato delle società assistite e del relativo legale rappresentante, letteralmente sbattuto in prima pagina con indicazione completa delle generalità. Venendo al merito della contestazione, si deve innanzitutto porre attenzione all’oggetto del contratto in essere tra il Comune e la società Cimitero San Franco Srl e alle aree interessate, in quanto l’assunto ritrovamento di resti mortali, che tanto clamore ha suscitato, riguarderebbe la cappella della confraternita del Ss Sacramento nella cripta, e altresì aree esterne al cimitero, la cui gestione è totalmente estranea all’operato della società concessionaria. Discorso analogo valga per gli altri rifiuti (resti non mortali di elementi biodegradabili) – allo stato non vi è alcuna evidenza di rifiuti pericolosi, tanto che la stessa ipotesi investigativa risulta sul punto dubitativa – rinvenuti in prossimità di un pozzo di raccolta di acque piovane, e per le bare accatastate nella chiesa sconsacrata, peraltro già presenti prima della gestione della Cimitero San Franco Srl, come oggetto di rilevazioni fotografiche puntuali, in possesso degli assistiti. Si ricordi che il vigente contratto per la progettazione, costruzione e gestione dell’ampliamento cimiteriale nonché per la gestione del cimitero comunale ricade unicamente sulle aree espressamente indicate nei relativi elaborati progettuali, senza che possa addebitarsi alla patrocinata alcuna realizzazione di discariche abusive per certo preesistenti all’avvio dell’opera nel corso del 2017. Sul punto, nessuna contestazione di irregolarità può essere mossa alle società assistite, le quali sono in possesso di documentazione fotografica, assistita da data certa, attestante la presenza indiscriminata – sotto differenti gestioni dell’area! - di ogni sorta di rifiuto ordinario e speciale costituente una discarica a cielo aperto occultata dal bosco solo successivamente interessato dal progetto di ampliamento cimiteriale».

Poi ancora i legali: «Risulta con certezza, pertanto, che all’atto del disboscamento in vista dell’edificazione dei nuovi loculi, sia venuto alla luce l’accumulo di rifiuti realizzato negli anni a partire dal muro di cinta del cimitero e fino all’interno dell’area di verde pubblico. Tanto premesso, benché le indagini riguardino allo stato aree non di sua diretta gestione, è preciso interesse della concessionaria a che vengano appurate le effettive responsabilità di quanto avvenuto, a salvaguarda della integrità professionale della Cimitero San Franco Srl e del proprio operato. La documentazione attestante quanto sopra sarà prodotta all’Autorità Giudiziaria in uno con i formulari della gestione dei rifiuti, già acquisiti dagli inquirenti, al fine di escludere qualsiasi contestazione di irregolarità, riservando ogni più opportuna azione a tutela dell’onorabilità della Cimitero San Franco s.r.l., gravemente danneggiata nell’immagine pubblica e professionale. Purtroppo il sequestro delle aree arrecherà inevitabili ritardi nella consegna delle cappelle già programmata e calendarizzata, comprese le ulteriori 15 cappelle prefabbricate che sarebbero state installate il giorno 24 luglio p.v., e pertanto si auspica e confida in una rapida conclusione delle indagini al fine di consentire la ripresa completa delle attività, anche a vantaggio della utenza del cimitero. Si precisa tuttavia che il personale della Cimitero San Franco è a disposizione degli utenti per le attività di tumulazione, le quali non subiranno alcuna interruzione. Le nostre assistite confidano nell’operato della magistratura e nelle più ampie tutele e garanzie difensive rispetto ai fatti oggetto di contestazione, auspicando una rapida definizione dell’indagine, convinte di potere chiarire la legittimità della loro posizione innanzi alla Autorità giudiziaria, nei cui confronti è a disposizione».

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